“Ancora non ci credo. Ho battuto tutti quei ragazzi dei licei classici, io, uno studente che frequenta l’istituto tecnico. Non era mai accaduto prima. Le cose stanno cambiando. E la mia, è una generazione che vuole cambiare le carte del futuro”. Leonardo Demabrogio, vincitore per la categoria juniores della medaglia d’oro alle Olimpiadi di italiano,  ha sedici anni fuori dai luoghi comuni di chi vede gli adolescenti tutti sdraiati sui divani, musoni e apatici, col congiuntivo debole e le giornate legate solo ai videogiochi.

 Lui ama la campagna dove vive e sogna di ribaltare il mondo, guida il trattore, legge libri di politica. Vuole fare il sindaco sperando di creare una nuova solidarietà “perché nella città ci sono troppi egoismi”.  Dopo giorni di tensione, test, esami di grammatica, dopo semifinali e gare che hanno visto nel corso del tempo settantamila studenti da tutt’Italia partecipare alle gare,  se ne sta tranquillo nella casa di famiglia nelle campagne di Casale Monferrato, Alessandria
Come l’hanno presa a casa?
“Papà è  coltivatore di riso, mamma lavora in banca e mia sorella Ilaria frequenta il liceo scientifico. Ovviamente sono felici e forse mi arriva il motorino di cui parlavano da qualche tempo. Non se l’aspettavano proprio,  come non ci credevo neppure io che sarei riuscito a battere i ragazzi che vanno al classico”.
Troppi luoghi comuni: classico seria A , tecnico serie B?
“Non so se chi va al tecnico sia considerato di serie B. So per certo che in nove anni di Olimpiadi è la prima volta che accade. Io mi sono impegnato, ho studiato, ho ripassato in treno i test degli anni passati ma ancora non ci credo”.
Voti a scuola?
“Quello più basso è un nove. In ginnastica”
Un perfetto secchione?
“Guardi che io passo i riassunti, mi è capitato di passare anche i compiti in classe, di aiutare i compagni durante le verifiche. La verità è che mi piace studiare. In futuro vorrei fare qualcosa legato al diritto, all’economia. Vorrei fare qualcosa di utile nel mondo delle imprese o in politica”.
Vuoi scendere in politica?
“Magari punterei a fare il sindaco, perché che oggi nelle città c’è troppo egoismo. Vorrei provare a portare, trovare, ricreare una nuova solidarietà tra le persone”
Cosa fa nel tempo libero?
“Gioco a basket, guido il trattore dando una mano a mio padre. Mi piace stare all’aria aperta quindo sto in campagna oppure vedo gli amici”.
Videochiochi e musica?
“Video poco,  musica mi piace Jovanotti  e libri non ho un autore preferito, cambio continuamente. Ultimo letto? Quello della Murgia, il finto manuale per diventare fascisti. Bellissimo”.
Parlava di mondo…
“Credo che siamo una generazione capace di impegnarsi, come Greta, la ragazza che si  batte per l’ecologia. Siamo coscienti che non si può fare tutto e subito ma vogliamo cambiare la situazione”.
Tutto da soli?
“Le altre generazioni penso che ci dipingano troppo come sdraiati sul divano, ci vedono peggio di come siamo. In fondo noi avremmo solo bisogno di un poco di incoraggiamento quando proponiamo, quando ci impegniamo”.
E ora che succede?
“Qualcosa sta cambiando, prima eravamo esclusi, poco considerati, ora, guardate Greta, qualcosa sta accadendo”.   
 


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