BEIRUT – Nei giorni scorsi è stata emergenza-maltempo in Libano, dove le scuole sono rimaste chiuse in tutto il Paese a causa delle tempeste di neve e pioggia che da domenica hanno imperversato fino a ieri. La tempesta è stata chiamata ‘Norma’ dai meteorologi locali. La conseguenza più grave l’hanno subita circa 11 mila profughi siriani – in Libano ce ne sono circa 2 milioni – che si trovano in condizioni disperate, all’addiaccio o in campi profughi nel Nord e nel Nord-Est del Paese. Qui le condizioni del tempo avverse hanno coinvolto oltre 150 insediamenti. Un bambino siriano risulta disperso e, secondo un recente report dell’Unicef, ulteriori 850 siti, che ospitano in totale 70.000 rifugiati, sono a rischio.

La Croce Rossa libanese ha annunciato di aver portato in salvo nelle ultime ore circa 500 profughi siriani dalla regione dell’Akkar al confine con la Siria. Tra loro anche alcune donne incinte, numerosi neonati e anziani. Diversi danni alle infrastrutture e ai servizi stradali sono stari registrati sia nelle zone montagnose che su quelle costiere di tutto il Libano. Al momento non si sono registrate vittime. Intanto L’Unicef e i suoi partner stanno lavorando a stretto contatto con le municipalità interessate per ridurre l’impatto della tempesta sui rifugiati, soprattutto sui bambini. La risposta dell’Agenzie Onu include, fra l’altro, la fornitura di kit per l’inverno, kit igienici, coperte e teli di plastica alle famiglie colpite.


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Mario Calabresi
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