SAN JOSE’ (California) – Oltre iOS 13, c’è iPadOS. Se fino a qualche giorno fa iOS era la piattaforma su cui funzionavano, con peculiarità specifiche, sia iPhone che iPad, all’ultima Wwdc, la conferenza degli sviluppatori Apple, la divisione è stata sancita: il tablet avrà il suo sistema operativo dedicato, iPadOS, perché come si è detto sul palco del keynote, l’esperienza iPad definisce un modo specifico di produrre e consumare contenuti.
 

Significa in poche parole che l’iPad, nato come fratello più grande dell’iPhone per fare più o meno le stesse cose in formato più ampio, col tempo si è trasformato in un dispositivo complesso con diversi ordini di grandezza e potenza, dal Mini giunto alla quinta generazione all’ultimo Pro con Face ID. Una gamma di dispositivi importante e con ormai moltissime applicazioni di produttività avanzata, tra cui una versione di Photoshop, in arrivo, in grado di lavorare in realtà aumentata. Una tale complessità ha bisogno di un sistema dedicato, ed ecco quindi iPadOS.

 

Le novità più importanti sono una gestione dei file finalmente a livello desktop: l’app File ora si comporta proprio come il Finder sul Mac, restituendo una visione a colonne delle directory e dei documenti, con tanto di preview alla fine. L’iPad ora può leggere e scrivere su dischi esterni e in generale tutta le gestione dei file è finalmente libera come su un computer. Questo era un passo necessario per portare il tablet nell’era “post  pc”, dove il controllo dei propri documenti rimane fondamentale. In questo senso il browser Safari su iPadOS acquisisce capacità produttive finora riservate al Mac, ovvero sarà ottimizzato per la gestione di Web App professionali (come Google Docs e Office 365 ad esempio) e avrà – finalmente – un download manager. Sono cambiamenti importanti per una piattaforma come iOS che ha sempre fatto della propria blindatura uno dei punti chiave, ma anche necessari per trasformare il prodotto tablet in qualcosa che possa di nuovo avere sul mercato la forza delle origini. 

 

In questo senso quindi si comprendono i cambiamenti della schermata home e della nuova gestione a finestre di iPadOS. Si rivivono un po’ quei giorni degli anni 80 in cui il mac veniva svelato al mondo, in cui si assisteva alla nascita si una nuova interfaccia. Ora l’iPad può gestire i contenuti sullo schermo in maniera più libera, ottimizzando lo spazio tra applicazioni e widget, e finalmente rendendo il multitasking accessibile con un miglioramento netto delle funzionalità drag and drop, Slide over e Split view. Un redesign completo poi interessa la gestione del testo, non serve più una pressione lunga sui caratteri per far comparire le opzioni di editing, è sufficiente toccare il testo per selezionarlo e poi usare delle “gesture” a tre dita per copiare e incollare.

 

Arrivano novità anche per i creativi, con la riduzione della latenza della Pencil a 9 millisecondi, l’ottimizzazione degli algoritmi e la funzione di evidenziazione e modifica disponibile a livello di sistema e quindi ovunque quando si usa il tablet. E l’anello in comune con il Mac si stringe sempre più con Sidecar, una funzionalità che permette di estendere lo schermo del Mac sull’iPad potendo però usare quest’ultimo in maniera interattiva con il touch.

 

Insomma iPad con il nuovo OS dedicato diventa adulto, e una piattaforma indipendente che può crescere in maniera libera slegandosi dall’iPhone. Potrà essere installato su tutti gli iPad dall’Air 2 e dal Mini 4, ormai modelli di qualche anno fa. Dal vecchio Air in giù niente da fare. La beta pubblica sarà disponibile a breve, mentre il rilascio ufficiale sarà dopo l’estate.


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