ROMA – Ora che l’ottavo scudetto di fila è ormai praticamente in cassaforte, la Juventus può concentrarsi anima e corpo sulla tanto desiderata Champions League. E con i quarti di finale ormai alle porte un allenatore che di grandi competizioni internazionali se ne intende come Marcello Lippi sottolinea che i bianconeri hanno tutto per alzare al cielo la coppa dalle ‘grandi orecchie’.

Lippi: ”Non sottovalutare Ajax, Juve può vincere Champions”

“La Juve ha tutte le possibilità di vincere la Champions – il parere dell’ex ct campione del mondo intervenuto a Radio anch’io sport –  Fino a due anni fa c’erano delle squadre un gradino sopra, ora la Juve è stabilmente nel gruppetto delle 3-4 che possono vincerla. Quest’anno di più, ha un valore aggiunto come Ronaldo, che è determinante solo se tutti gli altri si esprimono al 100 per cento, come successo a Torino contro l’Atletico Madrid”. Sarà comunque fondamentale per la Vecchia Signora non sottovalutare la sfida con l’Ajax. “C’è il rischio che qualcuno possa pensare che aver pescato l’Ajax al sorteggio sia stata una fortuna, ma non credo che alla Juventus succederà questo – aggiunge il tecnico viareggino -. Io ritengo invece sia stato preso un avversario molto, molto difficile. Gli olandesi giocano un calcio che può mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Hanno perso in casa 2-1 con il Real, ma poi sono andati a fare quattro gol a Madrid”.

“Anche nel ’97 battemmo Milan dell’Ajax…”

Lippi ha ricordato che da allenatore della Juve (4 finali di Champions di cui tre consecutive nel 1996, 1997 e 1998) incontrò l’Ajax nel 1997, in semifinale. “Prima di andare ad Amsterdam giocammo in campionato con il Milan e vincemmo 6-1, poi andammo lì e facemmo 2-1. Potrebbe essere di buon auspicio… In quegli anni vincevamo gli scudetti all’ultima o penultima partita, ce li giocavamo fino in fondo. Ora c’è il vantaggio di potersi preparare solo e esclusivamente per una partita ed è un vantaggio molto grosso”, rimarca l’ex commissario tecnico dell’Italia, spostando l’attenzione sul campionato italiano ormai in archivio da tempo. “Si è verificato un distacco enorme a due-tre mesi dalla fine che non c’era mai stato, e allora le altre squadre hanno giustamente pensato ad altre cose, avendo un buon margine di vantaggio. Come il Napoli, che ora ha l’Arsenal e Ancelotti vuole recuperare tanti giocatori. Un campionato del genere non fa bene allo spettacolo ma è così. E’ come il Psg in Francia… I campionati combattuti sono pochi, come quello inglese e tedesco, ma ciò è abbastanza frequente. Con le grandi potenze economiche, e non solo, e la grande qualità di che gestisce queste società, non c’è nulla da fare. Però non è solo bilancio ma anche capacità gestionale”.

“Allegri via? Ciclo non è finito, resterà”

Sollecitato dalle domande degli ascoltatori, Lippi ha parlato anche del futuro di Massimiliano Allegri. “Se andrà via a fine stagione? Bisogna vedere se sono veramente convinti che sia finito un ciclo, alla Juve lavorano ogni anno per farlo durare di più e questa è la forza delle grandi squadre. Finché c’è la possibilità di restare alla Juventus uno deve restarci, e sono convinto che lui resterà – l’opinione del collega più esperto –  Max si trova bene ed è molto stimato, trovare un’altra Juve non è semplice e ha un rapporto splendido con tutti. Zidane? E’ al Real Madrid e credo sia tornato in una situazione difficile non per fare il traghettatore per qualcun altro ma per restare altri 3-4 anni”.

Lippi: “Fabbri ha perso bella occasione per dare rigore”

Un altro tema di particolare attualità è l’esplosione del giovane Moise Kean: “Se merita di essere titolare? No, merita di essere gestito come finora lo sta gestendo, perfettamente, Allegri. Non so se Cristiano mercoledì giocherà o meno, ma la forza di una grande squadra è avere un giovane che, anche se gioca mezz’ora, va sempre in gol, aspetto di cui il tecnico ha la consapevolezza. E questa è una carta importantissima da giocare”, il parere di Lippi, chiamato infine a commentare le polemiche arbitrali relative a Juventus-Milan. “Il signor Fabbri ha perso una bella occasione per dare un rigore contro la Juve… Sarebbe stato applaudito da tutta l’Italia calcistica. Battute a parte, il rigore sembrava esserci. Ti danno un’opportunità di vedere, vai e poi non lo concedi – conclude il viareggino – e mi sono meravigliato molto”.

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