BOLOGNA – Le nevicate non si fermano al Nord Italia. Dopo la riapertura nella notte della corsia nord dell’autostrada del Brennero, bloccata per ore da alcuni tir che avevano sbandato sulla carreggiata, la neve continua a scendere sulla A23 Udine-Tarvisio tra Pontebba ed il confine di Stato e sulla A22 Brennero-Modena tra la Dogana del Brennero e Vipiteno. È quanto si legge nel bollettino pubblicato sul sito internet di Autostrade per l’Italia.

Il maltempo rallenta anche il ritorno alla normalità nelle zone del Bolognese dove è esondato il fiume Reno. “La situazione degli allagamenti ad Argelato è ancora importantissima, tante case e tante zone sono ancora sott’acqua”, spiega il sindaco Claudia Muzic. Nel centro abitato di Argelato si è riversata l’acqua fuoriuscita dagli argini del Reno, a Castel Maggiore. “Abbiamo bisogno di più forze, mezzi e uomini. La viabilità principale si sta
liberando piano piano, l’Enel sta intervenendo per la mancanza di elettricità”.

Ieri nella Bassa Bolognese, tra Castel Maggiore e Argelato, quasi 300 persone sono state evacuate. Dieci sono finite in ospedale per ipotermia, tra cui sei carabinieri travolti dall’acqua mentre prestavano soccorso. Al momento ancora chiuse la provinciale Nuova Galliera e la Trasversale di pianura in alcuni tratti. È stata invece riaperta la Centese.

La Coldiretti conta i danni dei nubifragi che hanno colpito l’Italia. “Sono finiti sott’acqua centinaia di ettari di coltivazioni seminati a grano che rischia ora di soffocare e risultano invasi dal fango anche terreni preparati per le bietole e il mais con l’esondazione del fiume Reno in Emilia, ma l’agricoltura è stata colpita lungo tutta la Penisola, dalla Toscana alla Campania dove il Sarno non ha retto alla piena e ha provocato danni ingenti alle serre e alle colture in pieno campo”.
 
Il livello idrometrico del Po è salito di quasi due metri nella notte a Pontelagoscuro con lo stato del principale fiume italiano che è rappresentativo – sottolinea la Coldiretti – delle difficoltà in cui si trovano altri fiumi e torrenti lungo la Penisola dove si sono verificate evacuazioni ed allagamenti. “L’andamento anomalo di questo inizio 2019 conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo. Il ripetersi di eventi estremi sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.


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Mario Calabresi
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