Manifesti razzisti in Canton Ticino: gli italiani come topi nel formaggio (svizzero)


Manifesti razzisti in Canton Ticino: gli italiani come topi nel formaggio (svizzero)
La campagna contro i frontalieri in Canton Ticino 

Da anni la Lega dei ticinesi fa campagne razziste contro i frontalieri che ogni giorno attraversano il confine per lavoro. Adesso che si preparano le elezioni cantonali rispuntano i volantini


Gli italiani? Topi nel formaggio (svizzero). Otto anni dopo la campagna contro i frontalieri che ogni giorno vanno a lavorare in Canton Ticino, tornano i volantini xenofobi della serie “Bala i ratt” che nel 2010 provocarono una certa crisi diplomatica tra i due Paesi.

Il tutto succede in contemporanea al congresso dell’Unione Democratica di Centro – il partito di destra si è riunito nei giorni scorsi a Losone, vicino a Locarno – e di fatto è l’avvio della campagna elettorale in vista delle cantonali che si terranno ad aprile. Sempre a Losone lo scorso giugno si è svolto un referendum tra la cittadinanza per decidere se ospitare o meno (e la risposta era stata negativa) un centro di accoglienza per richiedenti asilo.

Ora i manifesti, che hanno suscitato non pochi malumori tra i lavoratori italiani e che già alcuni anni fa erano rispuntati. La xenofobia contro gli italiani e gli stranieri in generale è un tema che naturalmente appartiene anche alla Lega dei Ticinesi, e i due schieramenti si sono già apparentati, in passato, come nella consultazione 2016 dal titolo inequivocabile “Prima i nostri!”.

13 novembre 2018 – Aggiornato alle







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