ROMA. Nasce la “sugar tax” e i ministeri se la contendono. Se ne contendono le potenziali risorse (a oggi non quantificate). Nelle convulse ore degli ultimi emendamenti alla legge di Bilancio – alle 16 si è chiuso il termine di presentazione da parte dei parlamentari – alla Camera è stata approvata la proposta della presidente della commissione Finanze, Carla Ruocco, 5 Stelle. La proposta prevede che per coprire l’esclusione del regime Irap per le partite Iva fino a 100 mila euro saranno tassate, tra le altre cose, le bevande zuccherate, a partire dalla Coca Cola. La prima e più importante “copertura Irap” è, tuttavia, legata alla revisione delle spese fiscali. L’emendamento è stato sottoscritto da alcuni deputati leghisti ed è passato in commissione Finanze: ora dovrà essere esaminato dalla Bilancio della Camera. 

Mentre in un ramo del Parlamento avviene la votazione, al ministero dell’Istruzione, Marco Bussetti rilascia un’intervista a “Repubblica” – la versione integrale domani sul giornale – in cui rivendicava per il suo bilancio i proventi della tassa di scopo: “Utilizzeremo la ‘sugar tax’ per trovare i 100 milioni che servono all’università e incrementeremo il Fondo ordinario”. Il viceministro Lorenzo Fioramonti conferma: “Questa tassa ha un doppio valore, ridurrà le malattie cardiovascolari, diminuendo l’utilizzo di zuccheri nelle bevande, e aiuterà a far crescere l’università e la sua ricerca”. Il governo, a questo proposito, prevede infatti una pubblicità progresso televisiva sul tema.

A quanto ammonterà la “tassa sullo zucchero”? Sull’emendamento scritto da Carla Ruocco si parla di mezzo centesimo per ogni grammo di zucchero presente, in linea con la tassazione di altri Paesi europei. La presidente della commissione Finanze, contattata dallo staff di Bussetti, ora dice: “La ‘sugar tax’ dovrebbe dare risorse ampie ed è possibile che per i fini fiscali ci possa bastare un venti per cento degli introiti. Il restante ottanta potremmo lasciarlo all’università”. I suoi uffici, però, rivelano: “Il corretto utilizzo di quelle risorse, probabilmente residuali per le necessità fiscali, sarà quello di darli al ministero della Salute per creare un fondo per l’obesità infantile”. E sono tre, quindi, i dicasteri che bussano a quattrini: Finanze, Istruzione e Sanità.  

Si apre un’altra questione, poi. Se i proventi della “sugar tax” saranno destinati all’Istruzione (o alla Salute) l’emendamento andrà riscritto e, visti i tempi della legge di Bilancio, alla Camera potranno intervenire solo i relatori della legge stessa o direttamente il governo. O, ancora, bisognerà produrre un nuovo emendamento al Senato.


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Mario Calabresi
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