Venerdì sera alle 20.35, Marco Carta varca le porte d’uscita della Rinascente, a pochi passi dal Duomo, aperta fino all’una di notte per il Black Friday : le barriere antitaccheggio suonano e lui viene fermato dalla security insieme alla donna di 53 anni che lo accompagna, Fabiana Muscas. Il vigilante, mentre il magazzino è colmo di clienti, ha il sospetto che i due abbiano merce non pagata. L’uomo chiede l’intervento della polizia municipale, che arriva con una squadra del nucleo Reati predatori. Nella borsa della donna recuperano sei magliette da uomo Neil Barrett del valore di 1.200 euro, cui è stata asportata solo una delle due placche antitaccheggio. Quanto basta per far scattare l’arresto. Per i due vengono disposti i domiciliari e la direttissima, che si è svolta appunto ieri mattina.

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Sabato mattina Marco Carta arriva in tribunale con il suo avvocato, Simone Ciro Giordano. Occhiali a specchio e cappellino, sneakers e tatuaggi in bella mostra, aspetta per diverse ore il suo turno, visto che nei processi per direttissima vengono affrontati uno dopo l’altro tutti gli arresti della sera e della notte precedente. Quando esce dall’aula racconta la sua verità tra i flash dei fotografi e le telecamere. “Non sono stato io a rubare”, dice ribadendo quanto ha già dichiarato di fronte al giudice. “Non mi sono accorto che avevamo con noi degli articoli non pagati”. “Per fortuna è andato tutto bene, è stato chiarito quello che è successo – minimizza lui – . Le magliette non le ho io, e il giudice ha capito. Sono un po’ scosso, per fortuna ora vado a casa “. Il giudice convalida l’arresto solo per la donna, per entrambi non viene disposta nessuna misura restrittiva. La posizione di Carta pare alleggerita. Innanzitutto, grazie alla testimonianza in aula della donna fermata con lui: “Ho preso io le magliette e le ho infilate nella borsa”, ha detto in udienza. Sarebbe stato comunque determinante il fatto che i vestiti rubati si trovassero nella borsa della donna, insieme al cacciavite utilizzato per rimuovere l’antifurto dalle magliette. Di “totale estraneità” parla il difensore di Carta, l’avvocato Simone Ciro Giordano: “È stato liberato da qualsiasi addebito, il fatto è attribuibile ad altri soggetti. Marco è felicissimo”. I filmati delle telecamere interne entreranno nelle prossime udienze del processo, e avranno un ruolo chiave nel chiarire la dinamica del furto e le responsabilità dei due indagati. “Chiariremo tutto – dice ancora Carta – Non sono abituato a queste situazioni. Sono onesto, non rubo, sono felice di poterlo dire. Chi ha preso le magliette? Non le ho prese io, non mi va di parlare di altri. Non si fa la spia”.
 

Una versione che tuttavia non scagiona il cantante, e che sembra in netta contraddizione con la testimonianza dell’uomo della sicurezza, sentito a verbale dalla polizia municipale. L’addetto alla sicurezza della Rinascente ha raccontato di essersi insospettito, mentre controllava la gran ressa di gente nel negozio: “Mi sono accorto di una coppia, un ragazzo e una donna, che si guardavano spesso attorno, come se controllassero di non essere osservati dal personale, un comportamento che mi ha insospettito, diciamo anomalo. Allora ho deciso di seguirli”. La coppia viene vista “prendere delle maglie dagli espositori e salire con la scala mobile fino al terzo piano”. Entrambi vanno nei camerini, ci restano “svariati” minuti. La donna, però, si ferma fuori. Viene inquadrata mentre passa le maglie, una alla volta, a Carta, all’interno dello spogliatoio. Poco dopo, lei scosta la tenda e gli passa anche la propria borsa. Carta esce dal camerino e a quel punto, nota il dipendente della security, “in mano non avevano più le maglie prelevate poco prima”. La sorveglianza continua, senza dare nell’occhio, com’è prassi nei controlli antitaccheggio. La coppia non si accorge della presenza del vigilante e riprende tranquilla le scale mobili.

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Carta e la signora Muscas salgono al quarto piano, stavolta vanno nei bagni per la clientela: “Vedevo il ragazzo entrare e uscire immediatamente”. Infine di nuovo giù, al secondo piano, dove Carta stavolta prende due costumi da bagno da uomo e va alla cassa per pagarli. L’addetto continua a seguire i due mentre riprendono le scale mobili fino al piano terra. Si avvicinano all’uscita verso piazza Duomo, oltrepassano le barriere anti-ladro e scatta l’allarme sonoro. A quel punto il personale li blocca e i due vengono invitati a rientrare per il controllo dei sacchetti: “La coppia ammetteva il furto facendo vedere il contenuto della borsa, nella quale si scorgevano le maglie appena trafugate”. Intanto il personale va a fare un controllo nel bagno del quarto piano dove Carta, secondo la ricostruzione, era entrato solo qualche minuto prima. Per terra ci sono le placche antitaccheggio, quelle appena staccate. Le maglie rubate sono sei t-shirt girocollo firmate dallo stilista Neil Barrett. Sono state ritrovate nella borsa della donna che accompagnava Carta assieme a un cacciavite, “presumibilmente” utilizzato per rimuovere l’antitaccheggio dai capi. Le maglie, però, erano dotate anche di un ulteriore antifurto, sotto forma di piccoli adesivi, più difficili da notare, che spesso non lasciano scampo ai “non professionisti”. Risulta regolare il sacchetto con i due costumi acquistati da Carta, 77 euro di scontrino. “Un’azione preordinata” per eludere il controllo della vigilanza all’uscita, è l’ipotesi. La Rinascente ha sporto denuncia e, anche se i due dicono: “chiariremo tutto”, assicura che al processo saranno allegati filmati “inequivocabili”.
 

Il post su Facebook di Marco Carta

A sera, tornato a casa, il cantante posta un lungo messaggio ai suoi fan – che per tutto il giorno avevano commentato la vicenda – in cui dice: “Un vecchio proverbio diceva ‘male non fare, paura non avere’. Ho continuato a ripetermelo in attesa di vedere il magistrato e ho fatto bene a ripetermelo e ad aver fiducia nella magistratura che ha riconosciuto la mia totale estraneità ai fatti. Sono molto scosso in questo momento e spero e mi auguro con tutto il cuore che la stampa e il web diano alla notizia della mia estraneità al reato di furto aggravato la stessa rilevanza che hanno dato all’arresto. In questi casi quando sai di essere ingiustamente accusato pensi alla tua famiglia e alle persone a te care che leggono notizie e si allarmano e soffrono inutilmente. Vi prego di restituire a loro la serenità che meritano. Sono una persona onesta e certamente non rubo. Grazie ancora e spero mi aiutiate per me e per loro a fare chiarezza”.


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