Ha scelto ancora una volta il palcoscenico televisivo di Barbara D’Urso per raccontare la sua verità: Marco Carta, arrestato a Milano venerdì scorso per un furto di magliette alla Rinascente (arresto che poi non è stato convalidato dal giudice), durante il programma “Live Non è la D’Urso” si è detto, tra molte interruzioni per le lacrime, con la conduttrice che lo teneva per mano, “sconvolto. È difficile se sei in manicomio dimostrare che non sei pazzo”. E poi ha spiegato cosa sarebbe successo quella sera: “Ero con un’amica che è stata fermata (Fabiana Muscas, infermiera cagliaritana, ndr). Io avevo una busta con delle cose pagate, con lo scontrino. All’uscita gli addetti alla sicurezza ci hanno fermato, ho fatto vedere tutto ma hanno trovato l’antitaccheggio, ma ero tranquillo perché può capitare. Poi ho visto che prendevano delle magliette dalla borsa della mia amica: ero allibito”.

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Poi Carta ha raccontato al pubblico di Barbara D’Urso (in un altro programma della conduttrice Mediaset Carta aveva fatto il suo coming out) cosa è successo dopo l’arresto: “Il magistrato è stato molto meticoloso e non ha trovato prove. Sarò processato per direttissima: l’ho scelto perché non avevo bisogno di mesi per creare una difesa. Il giudice ha fissato il processo a settembre. A me preoccupa, più del processo, quello che dice la gente: perché quando questa storia sarà finita, resterà sempre questo brutto ricordo”.
 

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