Mattarella, il giallo del ripetitore davanti casa. Dimenticato da una ditta di intercettazioni


Palermo, dopo l’articolo di Repubblica i tecnici si sono fatti avanti. Il congegno era stato collegato a una microspia per un’indagine di due anni fa


Per qualche giorno è stato un giallo al massimo livello: un tecnico dell’Enel aveva trovato un ripetitore di segnale dentro la cassetta che si trova accanto all’ingresso dell’abitazione palermitana del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in via Libertà. Subito era scattata un’indagine del pool antiterrorismo della procura di Palermo, con relativi controlli. Un allarme comunque rientrato in poche ore: la bonifica del condominio del Capo dello Stato aveva infatti tranquillizzato gli apparati di sicurezza, nessuno ha mai spiato l’abitazione dove Sergio Mattarella torna qualche volta. Ma era rimasto il giallo, anche perché quel dispositivo – uno di quelli che servono a trasmettere il segnale di microspie o telecamere – era perfettamente funzionante.  
 
Il 17 febbraio, Repubblica racconta il caso. E quella mattina, la lettura del giornale mette subito in allarme i tecnici di una ditta di intercettazioni che lavora con le forze dell’ordine. Sì, perché, quel ripetitore di segnale l’avevano installato proprio loro, due anni fa, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla polizia. Quella volta, c’era il sospetto di un assalto della banda del buco nella banca che si trova al piano terra del condominio di Mattarella. Era stata installata una microspia in uno scantinato, con relativo ripetitore nella vicina cassetta dell’Enel, per rilanciare il segnale alla sala intercettazioni. Dopo quindici giorni, però, nessuna banda del buco si era fatta avanti e il servizio era stato disattivato. Il ripetitore di segnale, invece no. Ed è rimasto nella cassetta dell’Enel, fino al controllo di qualche settimana fa.
 
L’indagine condotta dal procuratore aggiunto Marzia Sabella ha ricostruito tutti i passaggi di questa curiosa storia. Sono stati anche ascoltati i due tecnici della ditta che avevano dimenticato il ripetitore di microspie sotto casa del Capo dello Stato. E il caso è chiuso. Nessun dubbio, nessuno spionaggio. E, adesso, la cassetta dell’Enel è stata sigillata.

02 marzo 2019 – Aggiornato alle



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