La barca Alex di Mediterranea ha individuato un gommone con 55 persone a bordo, tra cui 12 donne e 11 bambini, in zona Sar libica all’altezza delle piattaforme petrolifiche. L’equipaggio della ong italiana  ha avvertito la sala operativa della guardia costiera di Roma che ha dato indicazioni di lasciare l’intervento alle motovedette libiche che sono partite per il punto indicato. L’imbarcazione della ong italiana è una barca a vela, partita per una missione di osservazione e quondi non è in grado di prendere a bordo i migranti. Mediterranea lancia appello  affinche le persone siano salvate e non prese in consegne dai libici che li riporteranno indietro in un momento in cui i centri di detenzione vengono bombardati”.

“Siamo in pattugliamento insieme ad Open Arms in sar libica, cioè la zona in cui la responsabilità di intervento in caso di naufragio sarebbe della cosiddetta “guardia costiera libica”. Il nostro faro è come sempre il rispetto dei diritti umani”. Lo scrive sui social mediterranea saving humans, la rete delle associazioni italiane, dalla nave alex, postando una foto di un relitto.
“Nel corso del nostro pattugliamento – prosegue mediterranea – abbiamo incontrato il relitto di un gommone.  Quasi sicuramente un naufragio. Quanti morti non lo sapremo mai. Un relitto di un “rubber boat” semiaffondato con tanto di motore. Nessuna indicazione di rescue completato. C’è la seria possibilità che si tratti dei resti di un naufragio “fantasma”.
Nel silenzio – conclude mediterranea – l’umanità muore. Senza testimoni.”

 


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