ROMA. Verrà presentato oggi, al Santuario del Divino Amore di Roma, il progetto d’inclusione sociale “Mediterranea”, rivolto a dodici beneficiari del sistema Sprar (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

Ideato e realizzato dalla cooperativa sociale Tre Fontane in collaborazione con la Famiglia Vincenziana, l’associazione Linaria, la progettista Margherita Grasselli e i gruppi di volontariato vincenziano della Regione Lazio, Mediterranea nasce con l’obiettivo di riqualificare le competenze professionali di un gruppo di dodici beneficiari Sprar (nuclei familiari e uomini singoli), richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria, regolarmente soggiornanti a Roma, sostenendoli al fine dell’inserimento nel tessuto sociale e lavorativo capitolino.

Tutto il percorso consiste anche nella riqualificazione e la valorizzazione dei terreni incolti di proprietà della Congregazione della Missione (circa due ettari di terra) in Via dei Capasso 30, dove si è creato un vivaio specializzato in piante del bacino del Mediterraneo, un orto, un giardino delle erbe aromatiche e una produzione di oggetti di design per esterno.

Lontano dai tradizionali concetti di beneficenza e volontariato, il progetto Mediterranea vuol provare a costruire un modello economico alternativo, un’economia sociale e sostenibile, promuovendo il tutto, grazie alla partecipazione a eventi e festival, a un pubblico vasto ed eterogeneo per facilitare e sviluppare un dialogo multiculturale, e per promuovere nuove metodologie progettuali ecologicamente sostenibili.

Attraverso l’accoglienza, quindi, le persone coinvolte avvieranno e faranno crescere un vivaio specializzato in piante mediterranee. Un modo, come altri, per riqualificare professionalmente un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo verso una piena integrazione nella comunità che li ha accolti.   


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Mario Calabresi
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