Ancora migranti a Lampedusa, ancora una volta portati a terra dalle motovedette italiane mentre i 43 a bordo della Sea Watch sono al loro decimo giorno da “ostaggi”sulla nave umanitaria tedesca a cui il governo nega l’ingresso in acque territoriali.

Gli 81 approdati nelle prime ore del mattino sono entrati invece in acque italiane indisturbati, anzi seguiti dall’alto da un velivolo di Frontex che aveva individuato la barca su cui viaggiavano gia’ ieri pomeriggio mentre erano a 25 miglia da Lampedusa lasciati in zona Sar maltese da un peschereccio battente bandiera libica che alcune ore dopo e’ stato fermato da una motovedetta della Guardia di finanza.

Il peschereccio, dopo aver fatto scendere i migranti su un gommone che portava a traino, si era subito allontanato  facendo ritorno verso la Libia. E’ un metodo collaudato, quello della nave madre, che gli scafisti libici e tunisini stanno utilizzando sempre piu’ di frequente per portare piccole imbarcazioni con gruppi di migranti a poche miglia dalle acque italiane e facilitarne l’ingresso. Quando i barchini entrano le motovedette italiane vanno a recuperarli e li portano a Lampedusa. Questa volta, preavvertiti da un aereo militare, i finanzieri quando il gommone e’ entrato in acque italiane si sono messi all’inseguimento del peschereccio riuscendo a raggiungerlo dopo alcune ore. Adesso lo hanno sequestrato e lo stanno trainando a Lampedusa.

Tra gli 81 arrivati all’alba anche 4 donne e 3 bambini. Hanno detto di essere partiti dalla spiaggia libica di Al Zwara. Vengono da Bangladesh,Algeria, Siria, Senegal, Marocco, Tunisia e Libia.

E sul caso Sea Watch si registra una iniziativa del ministro dell’Interno Matteo Salvini  che ha scritto una lettera al premier Conte chiedendogli di intervenire sul governo olandese di cui la nave batte bandiera. ” La nave – scrive Salvini – staziona da sette giorni al limite delle nostre acque territoriali. Non possiamo consentire a nessuno di decidere autonomamente dove e come condurre cittadini di Paesi terzi. A fronte della possibile evoluzione della situazione a bordo ritengo necessario che la perdurante efficacia del divieto di transito nel mare nazionale sia accompagnata da una energica nuova iniziativa di sensibilizzazione nei confronti delle autorita’ dei Paesi bassi”.


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