ROMA – Sono giovani tra i 18 e i 25 anni che abitano nelle aree urbane, hanno un diploma e vivono principalmente nei Paesi della fascia Subsahariana del continente africano; è questo il profilo più comune – diffuso da Info.Cooperazione, il punto di riferimento della comunità che agisce nell’ambito degli aiuti umanitari – di chi ha preso in considerazione in maniera più importante di lasciare il proprio Paese d’origine secondo un’indagine panafricana sulle migrazioni, presentata oggi da Afrobarometer. A preoccuparli è principalmente la disoccupazione e la loro meta è un paese confinante (29%), l’Europa (27%) e il nord America (22%).

In 2 anni i dati di 34 Paesi con 4523 interviste.  E’ questo uno dei risultati più interessanti della prima indagine multi paese effettuata in Africa sulla propensione alla migrazione. L’Afrobarometro, rete di ricerca pan-africana indipendente che conduce sondaggi sull’opinione pubblica, ha messo insieme i dati rilevati in 34 paesi tra settembre 2016 e settembre 2018 attraverso 4523 interviste face to face. Sono il 37% dei cittadini di questi paesi che hanno in qualche modo preso in considerazione l’idea di migrare, di questi solo il 9% riferisce di essersi impegnato seriamente nel pianificare e fare preparativi per partire. Sono questi i dieci paesi nei quali sono state rilevate le percentuali più alte: Capo Verde, Sierra Leone, Gambia, Togo, São Tomé and Príncipe, Sudan, Liberia, Zimbabwe, Malawi, Gabon. Curiosamente nessuno di questi appare nella classifica dei paesi di origine dei migranti che attraversano il Mediterraneo.

Le ragioni fondamentali delle partenze. Le motivazioni principali che spingerebbero i potenziali migranti a partire sono: trovare lavoro (44%), fuga dalla povertà / difficoltà economiche (29%), conseguimento educazione (6%), viaggi/turismo/avventura (5%). Un’altra considerazione importante che emerge dallo studio è che la migrazione fa parte integrante della cultura del continente. In media nei 34 paesi, un africano su quattro afferma che qualcuno nella sua famiglia ha vissuto in un altro paese negli ultimi tre anni. Circa uno su cinque (il 21%) afferma di dipendere almeno parzialmente dalle rimesse inviate dall’estero.

Le migrazioni intra-regionali. Cresce anche il sostegno all’idea di rendere più semplice il movimento delle persone tra i Paesi africani in linea con il diffuso interesse alle migrazioni intra-regionali. Il 56% degli africani pensa che le persone dovrebbero essere in grado di muoversi liberamente attraverso i confini internazionali all’interno della loro regione ma la stessa percentuale (56%) afferma che oggi è difficile attraversare le frontiere per lavorare o commerciare in un altro paese.


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