ROMA – La Alan Kurdi entra in acque maltesi. Dopo sei giorni di odissea in mezzo al mare con a bordo i 64 migranti soccorsi, il governo maltese ha dato l’autorizzazione all’ingresso in acque territoriali alla nave della Ong tedesca Sea eye per offrirle un riparo da condizioni meteo avverse e probabilmente anche per consentire un rifornimento di acqua e cibo.

La Alan Kurdi incrociava a 30 miglia da Malta da 48 ore dopo aver deciso di invertire la rotta e allontanarsi dall’Italia quando il governo italiano aveva acconsentito solo a far scendere a Lampedusa i due bambini piccoli a bordo e le mamme ma non i papa’. Disponibilità rifiutata per non dividere le famiglie. Restano in piedi le trattative tra il governo tedesco e la Commissione europea per trovare una soluzione condivisa per lo sbarco dei 64 migranti.

“Sessantaquattro persone, sommate ai 17 membri dell’equipaggio, superano la capacità di trasporto della Alan Kurdi. Tuttavia, chiunque è più al sicuro sulla nostra nave che su un gommone che affonda. Da un punto di vista legale non può esserci alcuna discussione sul nostro obbligo al salvataggio”. Così Carlotta Weibl, portavoce di Sea-Eye, all’assemblea di Mediterranea a proposito del salvataggio dei 64 naufrahi al largo della Libia con la nave Alan Kurdi.

 


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