Le nuove norme restrittive sulla protezione umanitaria varate dal decreto sicurezza non possono essere applicate alle domande che sono state presentate prima del 5 ottobre, data di approvazione del decreto.

Lo ha stabilito la corte di Cassazione con una sentenza depositata oggi che potrebbe allungare di molto i reali effetti del decreto sicurezza sulla protezione umanitaria visto che la maggior parte delle domande che sono state esaminate ( e respinte) in questi mesi dalle Commissioni d’asilo sono state tutte presentate prima di ottobre.

L’ultimo dato di gennaio ha visto crollare la concessione dei permessi umanitari al 2 per cento. Erano il 25 per cento l’anno scorso.

Secondo la prima sezione civile della Cassazione, le nuove norme in materia di permessi umanitari contenute nel decreto sicurezza  non sono retroattive e, quindi, non sono applicabili ai procedimenti in corso. 

“La normativa introdotta con il dl n.113 del 2018, convertito nella legge n.132 del 2018, nella parte in cui ha modificato la preesistente disciplina del permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituendola con la previsione di casi speciali di permessi di soggiorno – è il principio di diritto enunciato dalla Suprema Corte – non trova applicazione in relazione alle domande di riconoscimento di un permesso di soggiorno per motivi umanitari proposte prima dell’entrata in vigore della nuova legge, le quali saranno pertanto scrutinate sulla base della normativa esistente al momento della loro presentazione”.




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