“Siamo in attesa di una soluzione politica, navighiamo a zig zag per ripararci dal maltempo”. Cosi’ da bordo della Alan Kurdi il comandante tedesco della nave umanitaria fa il punto della situazione dopo aver passato la notte al limite delle acque territoriali italiane.
La nave della Ong tedesca Sea eye, che mercoledi ha soccorso 64 migranti nel Mediterraneo, gia’ ieri sera, dopo aver inutilmente chiesto un porto sicuro a Malta e all’Italia, dopo aver fatto rotta su Lampedusa per ripararsi dal maltempo, era arrivata ieri sera verso le 22 al limite delle acque italiane dove il governo, in attuazione della nuova direttiva Salvini, aveva gia’ fatto sapere di non volerla fare entrare. E il comandante dell’imbarcazione, dopo aver ricevuto via radio il no all’autorizzazione, ha cominciato a zigzagare in zona cercando riparo dalle raffiche di forte maestrale con onde alte un metro e mezzo.

A bordo ci sono 64 migranti, 50 uomini, 12 donne e due bambini, tra cui una neonata di 11 mesi. Sono quasi tutti nigeriani o dell’Africa subsahariana.

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Ora la Alan kurdi, che batte bandiera tedesca, aspetta indicazioni dal governo tedesco al quale ieri la Farnesina ha fatto giungere una lettera nella quale si comunicava il no all”ingresso nelle acque italiane della barca considerata una minaccia per la sicurezza nazionale e della cui sorte, secondo le leggi internazionali, dovrebbe farsi carico la Germania.


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