La motonave tedesca Alan Kurdi della Ong Sea Eye, con a bordo 64 migranti salvati più di una settimana fa al largo di Lampedusa, da 24 ore incrocia lentamente a circa 30 miglia a sud di Malta, al largo delle acque territoriali dell’isola. Da quando l’ex cargo (appena 38 metri di lunghezza) ha cominciato ad allontanarsi da Lampedusa – attorno alle 7 di venerdì scorso – il governo della Valletta non ha ancora ufficialmente preso una decisione se permettere o meno l’attracco ed il comandante si mantiene a distanza, navigando a non più di 5 nodi.

La ong stamattina ha fatto un appello al premier maltese Josep Muscat che, come ogni domenica, partecipa ad un evento pubblico locale. “Il tempo sta peggiorando, preghiamo mr Joseph Muscat di aiutare l’Alan Kurdi”, si legge in un tweet dell’organizzazione. “Quinto giorno sulla Alan Kurdi – un passaggio del diario di bordo su Twitter -. Speriamo che le menti politiche si rasserenino rapidamente per fare ciò che è umano: proteggere la vita umana”.

La motonave aveva ripresa il largo verso Malta approfittando di una “breve finestra meteo positiva”. L’isola di Lampedusa era già pronta ad accogliere le donne con i loro figli di 1 e 6 anni, e una terza donna incinta, che erano state autorizzate a sbarcare dal ministero dell’Interno. Ma le migranti non si sono volute separare dai propri mariti. Sul caso della Alan Kurdi la Procura di Agrigento aprirà un fascicolo dopo che è stato presentato un esposto da parte di Mediterranea per denunciare il comportamento del governo, sia per la mancata autorizzazione ad entrare nelle acque italiane sia per la mancata assegnazione del porto sicuro. 


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