Il mare è già grosso, il vento molto forte e le temperature di notte e al primo mattino poco sopra lo zero. Le due navi umanitarie tedesche della Sea Watch e della Sea eye con 49 migranti a bordo hanno trascorso la notte di Capodanno nel Mediterraneo cercando riparo sotto l’isola di Malta in attesa che qualche Stato risponda alla richiesta finora vana di concedere un approdo ai migranti, alcuni dei quali, i 32 della Sea Watch,sono in mare ormai da dieci giorni. La ‘Professor Albrecht Penck’, la nuova nave di Sea eye, è entrata in acque territoriali de La Valletta.

Oggi a lanciare un nuovo appello sono i medici della Ong tedesca: “Siamo preoccupati – dicono da bordo della Sea Watch – Le 32 persone soccorse sono a bordo con noi da dieci giorni. La nave non è idonea per tenere così a lungo a bordo  donne, uomini e bambini che hanno bisogno di assistenza e di un porto sicuro”.

Anche l’Unhcr ha rivolto un appello all’Europa per l’immediata concessione di un porto alle due navi.
Ma nessuno risponde e non sembra che vi sia alcuna reale trattativa in corso anche se nei giorni scorsi diverse città della Germania hanno dato la loro disponibilità ad ospitare i migranti soccorsi, occorre che qualcuno dia l’autorizzazione a sbarcarli in un porto vicino che naturalmente non può essere in Germania. Dalla Sea Watch si fa notare che Malta sarebbe la destinazione più vicina e oltretutto si tratterebbe soltanto di un passaggio prima del trasferimento dei migranti in Germania ma il ministro dell’Interno tedesco chiede una soluzione condivisa dall’Europa come fatto in molti altri casi. E non sembra che nessuno se ne stia occupando anche se a bordo delle due navi ci sono diversi bambini anche piccoli.

A Malta per altro nelle scorse ore sono sbarcati 79 immigrati salvati da una motovedetta della marina militare de La valletta mentre un’altra operazione è stata condotta dalla Guardia costiera libica che ha riportato indietro circa 200 persone intercettate su un barcone di legno. 


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Mario Calabresi
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