ROMA – La capitale sale sul podio del “pianeta immigrazione”: Roma è infatti l’area metropolitana con più immigrati in Italia (556.794, ovvero il 10,8% del totale nazionale). Nel Lazio ogni 100 residenti, 11 sono stranieri. E ancora: con oltre 77mila imprese la regione è dopo la Lombardia il più importante polo imprenditoriale per gli “stranieri d’Italia”. Ma non mancano allarmi sulla situazione abitativa: «Nella capitale infatti si sono succeduti diversi sgomberi in quasi totale assenza di alternative, col risultato di aggravare ulteriormente la precarietà abitativa delle persone coinvolte».

Il record di Roma. A scattare l’ultima fotografia, in ordine di tempo, dei “nuovi italiani” è la quattordicesima edizione dell’Osservatorio romano sulle migrazioni del Centro studi e ricerche (Idos) e dell’Istituto di studi politici “S. Pio V”. I risultati: al 1° gennaio 2018, con 679.474 residenti stranieri, il Lazio è la seconda regione in Italia dopo la Lombardia per numero di immigrati. Le prime cinque collettività sono quella romena (232.856 residenti), filippina (46.282), bangladese (36.558), indiana (29.162) e cinese (24.806). A 1° gennaio 2018 gli stranieri residenti nella Città metropolitana di Roma sono 556.794 (11.838 in più in un anno).

La macchina dell’accoglienza. L’accoglienza della regione Lazio per richiedenti, titolari di asilo e minori stranieri non accompagnati si compone del sistema Sprar e dei Centri d’accoglienza straordinaria (Cas). È invece venuto meno l’unico Centro di prima accoglienza, quello di Castelnuovo di Porto, che assicurava una capienza di 600 posti. I migranti oggi accolti sono 12.249, il 9% del totale in Italia, e i posti Sprar sono 4.467, il 12% della rete nazionale.

Il lavoro dei migranti. Nell’area metropolitana di Roma sono oltre 284mila gli occupati stranieri, il 15,5% della forza lavoro. Il 38,7% è occupato alle dipendenze di famiglie per la cura della casa o della persona, il 14,8% nella ristorazione o in strutture ricettive, il 10,4% nell’edilizia, l’1,9% in agricoltura. Non solo. Il 57,3% degli stranieri svolge professioni a bassa qualificazione: per lo più impieghi da assistente familiare, operaio o manovale edile, collaboratore domestico, portantino, commesso. Eppure, quasi 1 straniero occupato su 2 ha una formazione pari o superiore al diploma. Di sicuro gli immigrati restano fondamentali per molti settori e per il sistema previdenziale. I dati Inps sui non comunitari occupati nel Lazio evidenziano che il 90,3% è lavoratore, il 5,0% è pensionato e il 4,7% percettore di disoccupazione.


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