MILANO – Bakayoko lancia un appello al Milan per restare in rossonero anche al termine di questa stagione: “A chi non piacerebbe restare a lungo in un club come il Milan? Ma sono ancora sotto contratto per tre anni con il Chelsea, non controllo tutti gli elementi”, dice il centrocampista francese che è in rossonero con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 36 milioni, una somma significativa che obbligherò il club ad alcune riflessioni di carattere economico. Dal punto di vista strettamente calcistico le ultime prestazioni di Bakayoko hanno convinto tutti: il giocatore, utilizzato da Gattuso da vero baluardo davanti alla difesa, ha alzato una vera muraglia a protezione del reparto arretrato rossonero. Perde ancora qualche pallone di troppo in fase di impostazione, ma è davvero prezioso a livello di equilibrio complessivo. Non a caso, da quando gioca titolare in seguito all’infortunio di Biglia, il numero dei gol subiti dal Milan è crollato.
 

ELOGI A GATTUSO

Bakayoko elogia Milano e Gattuso, nel corso di un’intervista al quotidiano francese Nice Matin: “A Milano si vive bene, mi sono rifatto il guardaroba, il clima è simile al sud della Francia e si mangia bene. E’ il posto ideale per realizzarsi. Gattuso è uno che dà tutto per i giocatori, trasmette molti valori positivi. E’ come era in campo: diretto, franco, un dritto. Non imbroglia e non ha peli sulla lingua. Anche se può essere duro, le cose te le dice sempre per il tuo bene”. Interessante l’osservazione sul nostro campionato: “La Serie A è un torneo di alto livello, perfetto tatticamente, dove anche le piccole squadre ti impongono dei rompicapo tattici. Tecnicamente come Premier o Ligue 1, forse meno rapido”.
 

PIATEK DRIBBLA LA PRESSIONE

Bakayoko, arrivato in estate, ha avuto bisogno di qualche mese per ambientarsi. Piatek invece è stato subito determinante. Il centravanti polacco sembra davvero programmato per segnare senza avvertire alcuna tensione: “Ho fatto molti gol in Serie A ed è normale che siano aumentate le aspettative nei miei confronti, diciamo che la pressione me la sono scelta io, mi devo abituare a questa situazione, sicuramente non cambierà. Cerco di essere sempre la stessa persona e di lavorare come prima. Sette mesi giocavo davanti a 2000 persone in Polonia, adesso vado in campo a San Siro. Ma l’appetito vien mangiando. Devo lavorare duro ogni giorno, in ogni allenamento, e alla fine ci saranno i risultati. Non importa se gioco a San Siro o per il Cracovia o per la Nazionale polacca”.

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Mario Calabresi
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