MILANO – Dovrebbe arrivare entro la prima metà di dicembre la decisione della Camera Giudicante Uefa sul fair play finanziario nei confronti del Milan. Si è svolta in mattinata l’udienza della delegazione rossonera davanti ai commissari di Nyon, guidati come a giugno dal presidente portoghese José Narciso da Cunha Rodrigues. La delegazione rossonera, oltre che dalla squadra legale, era composta anche dal presidente (ad ancora per pochi giorni) Paolo Scaroni e da Gordon Singer.
 
MISSIONE SINGER – Quindi una rappresentanza molto forte da parte della proprietà del fondo Elliott. “La sua presenza è sempre significativa”, ha detto Scaroni a Sky Sport al termine dell’udienza a Nyon. “Non so quando arriveranno le decisioni sulle sanzioni, mi auguro che arrivi in tempi brevi”. Dalla decisione dell’Uefa dipendono i margini di manovra del Milan sul mercato di gennaio. I vincoli saranno più stretti se, oltre alla multa, saranno previste anche limitazioni nella campagna trasferimenti. La Camera Giudicante dovrà anche decidere come muoversi rispetto alla situazione curiosa provocata dai continui rinvii della scorsa stagione, legati anche all’avvicendamento tra Yonghong Li ed Elliott, che di fatto hanno consentito al Milan di scavallare una stagione, aggiungendo l’annata 2017-18 al triennio sotto esame. Una situazione unica che i commissari dovranno decidere come affrontare.
 
BISOGNO DI DISCONTINUITA’ – La presenza di Gordon Singer è un chiaro messaggio di discontinuità rispetto alla precedente gestione. Yonghong Li non si era mai presentato a Nyon contribuendo ad alimentare la sensazione di una totale evanescenza proprietaria. La discontinuità d’altronde è l’elemento maggiormente necessario al Milan proprio per separare il destino del nuovo corso rispetto a quello del passato. E per allontanare dall’attuale dirigenza la responsabilità della beffa subita dalla Giudicante Uefa che ha visto ribaltato il suo verdetto davanti al Tas (squalifica di un anno dalle coppe europee) proprio a causa dell’avvicendamento proprietario, subentrato dopo la pronuncia di Nyon. E proprio oggi l’ex ad Fassone, tramite un’intervista al Sole 24 Ore, ha voluto mettere in evidenza che questa discontinuità non è totale. Fassone ha ricordato che nel cda rossonero sono rimasti due componenti del precedente consiglio: l’attuale presidente Scaroni e Patuano. E ha raccontato che le decisioni del cda venivano spesso prese all’unanimità.   

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Mario Calabresi
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