MILANO – Gattuso chiede la massima concentrazione ai suoi giocatori per evitare cali tensione conseguenza del possibile senso di appagamento alimentato dal sorpasso al 3° posto ai danni dell’Inter. Raccomandazione doppiamente opportuna alla luce dell’avversario che attende domani sera il Milan al Bentegodi di Verona: il Chievo ultimo in classifica. Anche per questo motivo l’allenatore rossonero modificherà qualche elemento del suo collaudato undici titolare: obbligato il cambio dello squalificato Rodriguez con Laxalt, probabile il ritorno dal primo minuto di Biglia al posto di Bakayoko, da valutare una possibile partenza in panchina di Calhanoglu, reduce dalla visita in Germania per la nascita della figlia (potrebbe essere sostituito da Borini). Torna tra i convocati Caldara, mentre resta ancora fuori Zapata.

Gattuso, la squadra rischia una pausa di rilassamento dopo il lungo inseguimento?
“Dobbiamo essere consapevoli che giochiamo contro una squadra in difficoltà perché è ultima in classifica. Ma proprio per questo abbiamo tutto da perdere. Domani dobbiamo stare all’occhio e ricordarci che contro il Chievo molte grandi hanno faticato. E’ una partita facile solo sulla carta”.
E c’è il pericolo di andare con la testa al derby della settimana successiva?
“Per questo dobbiamo stare molto attenti. Il derby poi è una partita che si prepara da sola. Il Chievo dà battaglia e gioca con spensieratezza. Non possiamo sbagliare. La partita di domani ha in palio tre punti come quella di domani. Se domani va male, ci fanno a fettine”.
Anche per questo motivo farà qualche modifica di formazione?
“Se farà qualche cambio è perché dopo 12-13 partite consecutive, nelle quali ti giochi qualcosa di importante, perdi energie fisiche e mentali. E’ necessario recuperare. E ho tanti giocatori a disposizione. Giusto utilizzarli altrimenti la settimana diventa piatta in allenamento. Anche questo fa parte delle cose in cui dobbiamo essere bravi”.
La Roma è vostra rivale nella lotta per la qualificazione in Champions: cosa pensa dell’esonero di Di Francesco?
“Mi spiace per il collega. E’ giovane ma da tanti anni allena con grandi risultati in Serie A. Ma devo pensare alla mia squadra. Mi dispiace per Eusebio, ho un bel rapporto con lui. Ma devo pensare ai problemi che ho e far rendere la mia squadra al massimo”.
E il ritorno di Ranieri?
“Ha fatto un miracolo sportivo con il Leicester. E’ da 30 anni che allena in giro per il mondo. Ha una grande conoscenza anche se è un po’ avanti con l’età. Ma ripeto che mi dispiace per Eusebio”.
Il Milan sembra la squadra più in salute delle concorrenti per il posto Champions: la Roma ha appena cambiato allenatore, l’Inter ha il caso Icardi.
“Secondo voi, vado a pensare in casa degli altri? Faccio fatica a dormire la notte per pensare ai miei problemi. Devo fare le scelte giuste e tenere l’equilibrio dello spogliatoio. Ti posso assicurare che non è facile. E comunque penso che la questione di Icardi abbia rafforzato l’Inter. Ne sono convinto, ma sono scelte che competono al club nerazzurro. Io devo pensare a casa nostra, non agli altri. Devo cercare di gestire bene le energie senza mettere apprensione. Dopo tanto tempo a inseguire, adesso diventa molto più difficile. Ma dobbiamo pensare partita per partita senza ragionare su un blocco di 12 giornate da qui alla fine”.
Pochissimi gol subiti, ma anche pochi gol fatti: serve un nuovo equilibrio tra difesa e attacco?
“Piatek scatta sempre per attaccare la profondità e noi lo andiamo a cercare per non farlo correre  vuoto. Ma c’è modo e modo di andare a cercarlo. Possiamo anche fare due o tre passaggi senza andare dritto per dritto, altrimenti rischiamo di allungare la squadra e fare meno possesso palla che è la nostra forza. Dobbiamo valorizzarlo, ma qualche volta è giusto giocare con la palla a terra”.
Suso non esce dal momento di flessione.
“Avete finito con Calhanoglu e adesso iniziate con Suso. Credo che, sui 48 punti totalizzati dal Milan, il 35% sia merito di gol e assist di Suso. Pochi giocatori riescono a fare al 100% tutto la stagione. Ci sta di avere un momento di appannamento. Suso è un giocatore che, con la palla al piede, deve farci fare il salto di qualità”.
Intorno a tanti allenatori a rischio. Lei invece non è più in bilico. E’ contento?
“Non faccio questi giochetti. Ragazzi, se perdo un paio di partite sono in bilico anch’io. Bisogna fare risultati e stare sul pezzo. Non penso al futuro, ma alla partita di domani. Il prossimo anno faccio ancora in tempo a essere in Arabia Saudita, Spagna o nella mia seconda casa”.
La settimana è stata caratterizzata dalla grande impresa dell’Ajax a Madrid: il suo Milan cerca di ispirarsi a questo Ajax?
“Mi piacerebbe esprimere il loro gioco. Ma quella è una scuola che dura da tanti anni. Non c’è nulla di improvvisato. Hanno una metodologia incredibile. Ci sono giocatori del 2000 o del 1999 che sono già protagonisti e due anni fa hanno giocato la finale di Europa League con il Manchester United. Certo che guardo come lavora l’Ajax. E’ molto molto interessante”.




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