MILANO. A due settimane dalla sconfitta con la Juventus, il Milan deve rialzarsi con un’altra delle prime quattro della classifica per non perdere terreno rispetto alla zona Champions. La squadra arriva all’appuntamento con la Lazio all’Olimpico decimata dagli infortuni. Ma Gattuso chiede ai suoi giocatori di dare il massimo per limitare le conseguenze delle numerose assenze.

Gattuso, questo diluvio di infortunati non è l’approccio migliore a una sfida così importante.
“Abbiamo tanti giocatori indisponibili e altri giocheranno fuori ruolo, ma non deve essere una scusa. Dobbiamo dare tutti qualcosa in più. Dobbiamo stringere i denti e migliorare la classifica. Ho visto la squadra viva. Anche chi è arrivato dalle rispettive Nazionali. Mi è piaciuto molto lo spirito, sono molto soddisfatto. Dobbiamo stringere i denti e recuperare gli infortunati. In classifica siamo vicini alle prime posizioni. Non è tutto da buttare via”.

Tanti infortunati: può esserci qualche responsabilità a livello di preparazione?
“Al Milan ci sono grandi professionisti. In questa stagione siamo a cinque infortuni muscolari. Sembrano tanti perché sono arrivati tutti insieme. Non sto cercando gli alibi. Siamo una squadra che non lavora in palestra. Forse abbiamo sbagliato qualcosa, ma se andiamo a vedere negli altri anni è successo di peggio”.

Qualche stima di rientro?
“Si può provare ad avere a disposizione Muracchio e Romagnoli tra due o tre settimane. E’ la mia valutazione  dopo aver parlato con lo staff medico”.

Finora il Milan ha sempre perso con le prime della classifica: Napoli, Inter e Juventus. Significa che queste squadre sono superiori? Questo la preoccupa in vista della sfida con la Lazio che è davanti anche se solo di un punto?
“Penso che anche le squadre meno forti possono battere quelle più forti. La Juventus è una delle squadre migliori d’Europa. Ma la nostra partita con loro non è tutta da buttare via. Per il resto, nelle altre occasioni, penso che abbiamo perso per gli episodi, non siamo stati schiacciati”.

Higuain ha dato segni di nervosismo e ci sono voci su una sua possibile volontà di cambiare aria a gennaio.
“Bonucci mi aveva detto che avrebbe voluto cambiare. Ma Higuian non mi ha detto nulla. Me l’avrebbe detto. E’ nervoso e deve esserlo meno. Ma mi suona strano che voglia andare via. Me l’avrebbe detto. E’ uno dei giocatori più importanti che abbiamo”.

Ibrahimovic ha elogiato il mondo Milan. E’ un buon segnale perché dimostra che questo club è ancora appetibile?
“Non avevo bisogno delle parole di Ibra per capire che il Milan è il Milan. Piace ancora tanto ai giocatori. Con la passata gestione mi è capitato di parlare prima con qualche giocatore ed era molto contento di venire al Milan”.

Ibrahimovic ha detto che con lei si vince.
“Veramente con me in panchina non si vince nulla – sorride Gattuso – ho affrontato una finale di Coppa Italia e l’ho perso. Da giocatore si vinceva. Ibra è stato un mio compagno. Ci siamo acchiappati tante volte perché avevamo due caratteri forti. Ma ad avercene come Ibra… Vedremo”.

Ibrahimovic si propone, Bonucci arriva a va via dopo un anno, Higuain arriva e dà segni di nervosismo: Milanello è diventata un parcheggio temporaneo per grandi giocatori?
“Forse non è stato Ibrahimovic a proporsi. Forse è stato cercato e ci sta pensando. Comunque la cosa più importante è che un giocatore abituato a vincere con continuità deve capire che il Milan è una squadra in costruzione. Chi viene qua dare una mano a livello di mentalità dopo aver realizzato che il livello si può anche abbassare. Bisogna entrare in quest’ottica. Sono livelli diversi ma quando io andai al Sion dopo aver lasciato il Milan, volevo tornare a casa dopo tre giorni. Ma non potevo farlo perché sarebbe stata una figuraccia. Ho abbassato le pretese e ho cominciato a capire chi avevo di fronte. E non dimentichiamoci che Higuain sta facendo tanto anche se deve migliorare”.

All’Olimpico Cutrone dovrà dimostrare di aver fatto il salto di qualità?
“Deve semplicemente fare la sua partita e aiutare i compagni. Deve avvertire la pressione come tutti gli altri, giocare i palloni quando gli arrivano, muoversi bene e stare tranquillo senza avvertire topo la responsabilità”.

Con tre centrali difensivi su quattro infortunati potrà toccare al giovane Simic?
“Sì, anche domani. Non si sa mai. E’ vero che ho provato la difesa a tre, ma possiamo giocare anche a quattro. Abbiamo davanti 9 partite da qui a fine anno e cercheremo di far esprimere tutti al massimo”.

Calhanoglu come sta?
“Non era al massimo fisicamente. Non riusciva a calciare di destro. Così doveva spostarsi il pallone sul sinistro e perdeva tempo per la giocata. Adesso sta un po’ meglio. E’ un giocatore che ci serve al massimo. Perché da fantasia alla nostra squadra”.

Ormai è quasi un anno dal suo arrivo sulla panchina del Milan.
“Un anno solo? Mi sembrano passati dieci anni a livello calcistico e sportivo. Questo è un gruppo valido. Stanno dando tutto quello che hanno. Poi è chiaro che le aspettative sono alte perché siamo il Milan. E talvolta veniamo giudicati in maniera eccessiva. Ma ci sta. E’ la nostra storia”.

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Mario Calabresi
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