MILANO – Il Milan ritrova Higuain. Domani contro i lussemburghesi del Dudelange a San Siro in Europa League sarà il Pipita il più atteso, in campo tra i due turni di squalifica in campionato, il primo già scontato con l’assenza all’Olimpico con la Lazio, il secondo da affrontare domenica senza poter giocare contro il Parma in casa.
 
BASTA ERRORI – Il centravanti argentino ribadisce il suo pentimento per la scenata da espulsione nel finale della partita contro la Juventus: “Spero di contribuire al successo della squadra che ho visto lottare molto a Roma. E spero di aver imparato dall’errore fatto con la Juventus. So che posso fare molto di più. Devo imparare a non rifare le cose sbagliate. Qualche volta è difficile, ma speriamo di non fare altri errori. Posso dare ancora tanto a questa squadra”. Higuain, che non vuole commentare i fatti di River-Boca, smentisce di voler cambiare aria: “Ha già detto tutto il mister quando ha spiegato che non ho mai chiesto di voler andare via. La mia testa è al Milan. E non mi sento la stella di questa squadra. Sono solo uno che è venuto qui per aiutare il Milan a raggiungere i suoi obiettivi. Da qui a Natale dobbiamo conquistare la qualificazione in Europa League e avvicinarci alla zona Champions in campionato. Spero di fare gol e contribuire. Dobbiamo proseguire su questa strada. Penso che finora il Milan non sia stato fortunato in alcuni episodi. Ad esempio, a Napoli vincevamo 2-0. Dobbiamo migliorare quando facciamo gol e passiamo in vantaggio. Qualche volta, in quel momento, usciamo un po’ fuori dalla partita. Invece dobbiamo restare concentrati per 90 minuti”.
 
CUTRONE PIU’ DI IBRA –
Rapporto molto schietto con Gattuso: “Diciamo quello che pensiamo. Forse qualche volta mi capisce perché anche lui è un po’ nervoso. E’ una relazione molto buona, piena di rispetto”. Higuain pensa a Cutrone più che a Ibrahimovic: “E’ stato un grandissimo giocatore – dice prima di correggere questo lapsus – lo è, è ancora in attività. Manca ancora tanto a gennaio. Deve pensarci la società. Per me è bello sentire Patrick quando dice che giocare con me è un onore. Mi spinge a dare ancora di più”. A fianco Gattuso punzecchia il giornalista che ha fatto la domanda su Ibrahimovic: “E Cutrone dove lo metti? Giocano Ibrahimovic e Higuain. Hai già fatto la formazione”. L’allenatore rossonero chiede alla squadra di aiutare l’argentino: “Gonzalo ha una grande dote nel modo di vivere lo spogliatoio. Riesce a fare gruppo. Però, se la riga non è dritta, si arrabbia. E’ lì che deve migliorare perché la squadra è giovane e avverte questa polemica. Ma anche la squadra deve essere capace di spingerlo a dare il massimo”.
 
LA POLEMICA CON SALVINI – Nessuna voglia di tornare sul botta e risposta a distanza con Salvini, nato dalle critiche del vice-premier alla mancanza di cambi con la Lazio: “Ha detto tutto lui. Ci siamo scambiati due sms, è tutto apposto. Lui ha i suoi problemi, io ho i miei. Io devo pensare ai miei problemi e lui ai suoi. Nulla da dire”. Massima attenzione al Dudelange: “C’è poco da dire. Se non si vince, siamo in mezzo a una strada. Dobbiamo trovare gli stimoli guardando la classifica del girone. E’ una squadra che sa giocare bene al calcio. Ci ricordiamo bene la fatica fatta all’andata per sbloccare il risultato. Non ci possiamo permettere di fare figuracce”. Gattuso fa il punto degli infortunati a partire da Bonaventura: “Ci siamo sentiti dopo l’operazione. Starà un mese a Pittsburgh, poi tornerà a casa. Jack si portava dietro questo problema da tanto tempo. Per un mese durante la preparazione estiva ha fatto poco o nulla. Ha stretto i denti fino a quando ha potuto. Domani Musacchio leva il tutore e farà una risonanza. Vediamo se può iniziare a correre un po’ all’inizio della prossima settimana. Romagnoli lo riavremo fra tre settimane, spero un po’ prima. Caldara non prima di febbrario”. Domani potrebbe giocare il giovane Simic da centrale difensivo. In quel caso difesa a quattro con Zapata. In caso contrario ancora difesa a tre con il colombiano insieme a due esterni adattati.

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Mario Calabresi
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