MILANO – Rino Gattuso chiede ai suoi giocatori quella prova di continuità nei risultati che spesso il suo Milan non ha saputo esprimere. L’anticipo di domani sera in casa con l’Empoli (collocato al venerdì in vista della semifinale di Coppa Italia con la Lazio in programma martedì prossimo a Roma) è il test ideale per capire se la squadra rossonera ha raggiunto la stabilità necessaria dopo l’importantissima vittoria di Bergamo con l’Atalanta per la difesa del 4° posto.

Gattuso, quanto è significativa la partita di domani sera con l’Empoli?
“Domani ci sarà da soffrire. L’Empoli ha qualità tecniche e ottima organizzazione difensiva. Iachini prepara benissimo le partite. Per noi sarà un esame di crescita importante. Non dobbiamo mollare di una virgola. Occorre dare continuità a quello che stiamo facendo. Nell’anno e mezzo della mia gestione al Milan non siamo mai riusciti a dare continuità quando serviva. Dobbiamo farlo adesso. E dovrò cambiare qualcosa negli interpreti perché abbiamo tre partite in otto giorni. Speriamo di fare meno danni possibili”.
Cosa la preoccupa dell’Empoli?
“Con Iachini non si scherza. Non regalo niente a nessuno, ma vi posso assicurare che prepara le partite in modo magistrale. E ha rovesciato l’Empoli come un calzino. Con Andreazzoli palleggiava in continuazione, adesso va subito in verticale”.  
Il caso Icardi per l’Inter, la sconfitta della Juventus a Madrid: adesso sembra che il sole splenda solo su Milanello.
“Noi dobbiamo pensare solo a casa nostra. Non agli altri. Non dobbiamo pensare che adesso è diventato tutto più facile. Non bisogna mollare niente. Voglio vedere con l’Empoli lo stesso atteggiamento dei primi minuti giocati con il Cagliari”.

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Però nelle ultime settimane lei sta ricevendo tanti complimenti.
“La vivo male questa cosa. Non voglio complimenti. Devo ringraziare squadra, tifosi e dirigenti per questo momento. Non leggevo prima quando parlavano male di me. E non leggo adesso. Faccio questo lavoro perché credo di poterlo fare. Non perché qualcuno mi dica bravo. Ormai vengono massacrati allenatori che hanno vinto tutto, come Mourinho, Allegri e Ancelotti. I tifosi da tastiere si sbizzarriscono ogni giorno. Devo lavorare senza dare retta a chi scrive e parla”.
Cosa pensa del gesto di Simeone ieri sera dopo il gol?
Da giocatore ne ho combinate abbastanza. Non è stato un bel gesto. Ma quando uno è sanguigno può capitare”.
Perché secondo lei le squadre straniere corrono più delle italiane?
“Non bisogna far correre solo i giocatori ma anche il pallone. Abbiamo grandissimi allenatori ma pensiamo di essere una nazione che non sbaglia mai. Bisogna far allenare i giocatori ma serve anche farli riposare. Da giocatore correvo sempre, ma a fine stagione arrancavo. Bisogna anche far riposare i giocatore, non massacrarli senza alcun senso”.
Tornando a lei, vorrebbe aprire un ciclo al Milan come Ancelotti?
“Oggi non si può programmare nulla. Bisogna capire chi vuole rimanere al Milan e chi no. Quindici anni fa era difficile che un giocatore potesse lasciare il Milan. E su questo con Leo e Paolo siamo in buone mani, hanno dimostrato come si muovono sul mercato prendendo due giocatori importantissimi come Piatek e Paquetà”.
La società adesso è più coesa?
“C’è un confronto a 360 gradi con tutti: Leo, Paolo e Gazidis che è un valore aggiunto. Io non condivido tante cose e loro viceversa. Ma si va alla ricerca della soluzione giusta per il club. Nessuno deve pensare al suo ego. L’unico obiettivo è far rendere al massimo questa struttura che è da qualche anno che fatica a crescere”.
Che cosa non condividete?
“Adesso non andate alla ricerca di chissà che cosa. Discutiamo come si può fare con i figli, con la moglie, con i genitori”.
Può essere un vantaggio rispetto alle concorrenti per la Champions non avere impegni nelle coppe europee?
“Adesso non li ha più nemmeno la Lazio che è stata eliminata. Le altre sono comunque rosa da 25-26 giocatori. Però è altrettanto chiaro che è più facile preparare le partite quando hai una settimana di tempo. Ma io da giocatore preferivo andare in campo ogni tre giorni. E anche adesso avrei preferito essere ancora in Europa League”.
Cosa pensa della polemica sulle donne che non capiscono di calcio?
“E’ mia moglie che mi fa formazione – scherza Gattuso – al di là delle battute parlo tre volte ogni settimana con Carolina Morace. Vi posso assicurare che è pieno di donne che capiscono tantissimo di calcio”.




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