MILANO – Una vittoria in Coppa Italia e un pareggio in campionato. E’ questo il bilancio del Milan nel derby da quando in panchina c’è Rino Gattuso. L’allenatore rossonero, ancora imbattuto e senza avere subito gol, insegue il primo successo in campionato. Per centrare l’obiettivo l’ex centrocampista chiede ai suoi giocatori di affrontare l’Inter senza paura. La conferenza stampa della vigilia a Milanello va in scena in contemporanea al tie-break della finale mondiale tra Italia e Serbia di pallavolo femminile. “Come è andata?”, chiede Gattuso ai giornalisti presenti: “Abbiamo perso, mai una gioia mi date”.

Gattuso, l’Inter è in un ottimo momento di forma?
“Devi essere forte per battere il Tottenham in quel modo e avere 6 punti in Champions dopo due partite. Hanno grande fisicità. Abbinano qualità a potenza. Di sicuro noi non dobbiamo ripetere l’errore del ritorno dello scorso campionato quando abbiamo avuto troppa paura. Ci è venuto il braccino. Siamo stati  molto fortunati a pareggiare quella partita. Meritavano incredibilmente di vincere loro”.
Come è stata questa settimana di preparazione al derby?
“Ha ragione Suso quando dice che queste partite si preparano da sole. Bisogna essere bravi a non sentirle troppo. Per questo mi sono sforzato di creare un ambiente tranquillo. Non ho dato pressione. Abbiamo qualche problema a livello fisico. Dobbiamo valutare un paio di giocatori”.
Che effetto le ha fatto sentire le parole molto calorose di Suso, Romagnoli e Higuain nei suoi confronti?
“Sì, ma non avete sentito gli altri – scherza Gattuso – c’è qualcuno che mi odia. Ho sempre detto che io mi strappo il cuore, lo metto in mezzo allo spogliatoio e i miei giocatori ci possono palleggiare. Mi ha fatto piacere sentire queste parole. Il 70-80% dice così. Il 20% mi massacra”.
Una delle frasi più ripetute in questa vigilia è che il Milan gioca bene, ma l’Inter è più forte. Le dà fastidio?
“Non mi da fastidio. Ma l’Inter abbina qualità a fisicità. Noi forse pecchiamo un po’ sulla fisicità. E’ questa la differenza tra noi e loro. A livello tecnico forse noi abbiamo qualcosina in più. Dobbiamo avere coraggio. Non possiamo affrontarli con le stesse armi che hanno loro”.
Dopo quasi un anno da allenatore in Serie A si sente più vicino a Spalletti?
“No, la strada è ancora lunga per età ed esperienza. E’ un punto di riferimento per me. Al di là dell’età ha una mentalità molto aperta perché cambia spesso fisionomia alle sue squadre”.
Si affiderà soprattutto Higuain?
“No, mi affiderò al collettivo. Perché Higuain da solo non segna se non fa come Weah contro il Verona quando dribblò 10 giocatori”.
Calhanoglu finora ha deluso.
“Spero di vedere nel derby il Calhanoglu osservato in Nazionale in questa pausa. Ha giocato molto bene, Spero di vedere il calciatore che ho osservato in questi 10 giorni. Dobbiamo stargli vicino perché viene da qualche problema a livello famigliare”, dice l’allenatore rossonero riferendosi alla separazione tra il giocatore turco e la moglie.
Caldara come sta?
“E’  disposizione, viene in panchina. Ha ancora qualche fastidio al pube, ma siamo sulla strada giusta”.
La scelta tra Calabria e Abate per la formazione di domani sarà fatta sulla base dell’esperienza?
“Calabria non sembra un Under 21 per come gioca. Sembra più maturo. E non ha paura di crossare e difendere. Non dovremo pensare solo ad arginare Perisic. E di Abate sapete perfettamente cosa dà a questa squadra dentro e fuori dal campo”.
Montolivo è ormai fuori da questo progetto di squadra?
“No, fa parte del gruppo. Vede i video, si cambia nello spogliatoio. L’unico momento nel quale non viene usato è quando facciamo le ‘contrapposizioni’ uno contro uno che si fanno 10 contro 10”.
Quando giocava si diceva che con 11 Gattuso il derby non si poteva perdere.
“Sì, ma forse non lo vincevi nemmeno – ride Gattuso – non confondiamo grinta e mentalità. Qualche volta puoi addirittura rischiare di caricare troppo i giocatori. Dipende dal carattere. L’anno scorso ho commesso questo errore. Mi piace preparare certe partite con tranquillità senza mettere pressione”.
Hai giocato con tanti campioni: chi vorresti in campo domani?
“Mi tengo quello che ho. La storia è la storia. E’ il passato. Adesso ci godiamo il futuro”.  
Che giocatore è Paquetà?
“Quando arriverà, parlerò di Paquetà. Adesso parlo di Suso, Bonaventura e Chalanoglue. Tutti giocatori che assomigliano a Paquetà. Ci sono loro”.
Cosa risponde a Berlusconi che ha detto di non apprezzare il Milan di Gattuso?
“Ma secondo voi posso convincere Berlusconi, per me non c’è nulla di nuovo. Non sono. Adesso è da due mesi che non lo sento. Ma per 5-6 mesi ogni settimana mi ripeteva che avrei dovuto giocare a due punte. Può dire tutto quello che vuole. Io gli ho dato le mie spiegazioni. Lui se ne può fregare, ma io glie spiego le mie scelte. Ma comunque secondo me non è vero che non gli piace questo Milan”.
Lunedì sono in programma le elezioni federali: cosa serve al nostro calcio?
“Ci mancavano solo le elezioni federali oggi – risponde Gattuso con una battuta – posso dire che non è un bel vedere osservare campionati che partono in ritardo e club che ricorrono in continuazione al Tar. Il calcio sta cambiando. Servono persone che non pensano alle poltrone, ma ci mettano la faccia per fare riforme importanti. La priorità è rimettere apposto le Leghe e fare stadi come si deve. Sulle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina si sono mossi tutti con grande impegno. Bisogna fare così anche nel calcio perché c’è un gran casino”.

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Mario Calabresi
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