MILANO – Higuain prova a ripartire dalle reazioni positive che ha ricevuto dopo l’espulsione con la Juventus, seguita dalla squalifica di due giornate decisa dal giudice sportivo contro la quale il Milan ha fatto ricorso: “E’ successo così. Sono una persona con questo carattere, ma sono molto felice per l’affetto ricevuto dai tifosi del Milan, dalla società e dai compagni. Questo mi rende orgoglioso”, dice il Pipita a Valerio Staffelli al momento di ricevere il Tapiro d’Oro di Striscia La Notizia.
 

DUELLO IN ATTACCO SUL MERCATO – In attesa del verdetto sul ricorso, il Milan valuta anche le condizioni di Bonaventura, alle prese con un’infiammazione al ginocchio sinistro dovuta a problemi di cartilagine. La soluzione migliore ovviamente sarebbe quella di evitare l’intervento che equivarrebbe a rinunciare a quasi tutto il prosieguo della stagione. Il giocatore sta valutando la situazione insieme allo staff medico rossonero. In caso di intervento sarebbe necessario intervenire su un ulteriore tassello a gennaio. Prosegue il dilemma tra Ibrahimovic e Pato per l’attacco. Il brasiliano ha dalla sua età l’età (otto anni di meno) e un peso specifico meno dirompente nello spogliatoio. Controindicazione: il contratto che lo lega al Tianjin in Cina fino a dicembre 2019. Leonardo deve cercare soluzioni anche in difesa: possibile un incontro a breve con l’agente di Rodrigo Caio. Piace anche lo juventino Rugani. E a centrocampo serve un vice-Biglia visto che Montolivo per ora non è stato preso in considerazione. Seguito Sensi del Sassuolo, ma non è esclusa una pista estera.
 
IL PESO ECONOMICO – In parallelo occorrerà capire la forza finanziaria a disposizione del club, combinata ai vincoli Uefa. Le voci sulla ricerca di un socio di minoranza da parte di Elliott dimostrano che la gestione di un club calcistico come il Milan non è indolore. In assenza di una rapida impennata dei ricavi – ma sono già trascorsi quasi cinque mesi dell’esercizio in corso – anche il prossimo bilancio chiuderà con un rosso significativo: difficile immaginare di restare sotto i -80 milioni con il trend attuale. Già a fine stagione Elliott, per non perderci, tenendo conto del valore di impresa complessivo, dovrebbe rivendere il Milan a una cifra non inferiore a 700 milioni. Se proseguirà nella gestione più a lungo (era stato ipotizzato almeno un triennio) questa cifra è destinata ad aumentare. Le voci su un socio di minoranza potrebbero rientrare in quest’ottica. E dire che in estate erano pronti due investitori americani di primo piano, come Stephene Ross e la famiglia Ricketts per subentrare e iniziare un ciclo di lunga prospettiva. Mentre, per sua natura, un hedge fund come Elliott non potrà rimanere nel lungo periodo.

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Mario Calabresi
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