Belardinelli, certo. Ma, accanto, il simbolo del gruppo ultrà neoazista di Varese Blood & Honour (‘Sangue e onore’, il motto della gioventù hitleriana). Di cui Daniele ‘Dede’ Belardinelli, il tifoso varesino morto durante l’agguato che interisti e varesotti hanno pianificato contro i tifosi del Napoli il 26 dicembre scorso, era capo. E’ polemica sulla coreografia che la curva nord interista ha esibito ieri sera nel derby milanese, una partita trasmessa in oltre 200 Paesi del mondo di fronte dunque a centinaia di milioni di telespettatori. Polemica perché se è vero che la gigantografia apparsa sugli spalti mostrava il ritratto di Daniele Belardinelli, è pure vero che accanto c’era, gigantesca pure quella, la bandiera di ‘Blood&Honour 1998’. Una formazione estremista, di ispirazione neonazista e finita più volte sotto indagine per atti violenti, azioni razziste, discriminatorie e nostalgiche-apologetiche.

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Nei giorni scorsi, sull’intenzione degli ultrà interisti (i Boys sono gemellati coi B&H) di ricordare Daniele Belardinelli era nato un tira e molla. Dagli uffici preposti a monitorare lo svolgimento delle manifestazioni sportive e sugli striscioni delle curve, inizialmente, era arrivato un divieto. Ma poi il nodo è stato sciolto dal Viminale, direttamente, pare, dal ministro Salvini, secondo il quale divieti e stop agli ultrà (dalle trasferte ai cori) sono inutili e inopportuni perché penalizzano la parte più “appassionata” del tifo.

Risultato: la coreografia della curva nord alla fine è stata autorizzata. Il simbolo degli ultrà neonazi varesotti è dunque entrato nelle tv di 200 Paesi del mondo. E in alcuni di questi Paesi la sigla B&H è nota perché collegata a un’Internazionale Nera che si chiama con lo stesso nome. Quella di Varese è, di fatto, un’emanazione locale di un circuito suprematista di estrema destra nato negli anni ’80 in Inghilterra e poi diffuso in altre nazioni. In questi anni capi e membri dei B&H di Varese – la parte più violenta e politicizzata della curva del Varese calcio – sono finiti in guai giudiziari. Alcuni sono stati uccisi, altri sono tutt’ora in carcere. Di questo gruppo Belardinelli era uno dei capi, colui che raccolse l’eredita di Saverio Tibaldi e Filadelfio Vasi (il primo morto in una rissa a Torremolinos in Spagna e l’altro detenuto).
Sul caso della coreografia del derby il deputato Pd Emanuele ha annunciato un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno. Il quale è, però, colui che ha di fatto sdoganato l’iniziativa degli ultrà interisti.


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