MILANO – L’arrampicata del Milan verso la zona Champions prosegue: faticosa, senza i soliti 5 titolari, ma anche per questo meritata. Il 2-1 inflitto al Parma, la cui ottima classifica non è affatto mendace, è l’esito di una rimonta al gol incassato all’ inizio del secondo tempo da Inglese, su corner.

Si è completata entro metà ripresa con 2 gol in un quarto d’ora, uno di Cutrone con una girata al volo da rapace e l’altro su rigore di Kessié per fallo di mano di Bastoni, incastrato dal Var. La vittoria è anche il frutto del pressing altissimo, raddoppiato grazie all’ingresso di Borini dopo lo svantaggio. Stavolta accusare Gattuso di avere sbagliato i cambi sarà un po’ più difficile.

IL MURO DEL PARMA – L’allenatore è tornato al sistema di gioco prediletto, quel 4-3-3 che per lungo tempo, prima della decimazione della squadra dovuta agli infortuni, ha rappresentato la stella polare tattica. La scelta ponderata prevedeva il ritorno al gioco svelto, con rapide sventagliate da una fascia all’altra, garantito dalla fantasia di Suso e Çalhanoglu e dalle catene di destra – Calabria, Kessié e Suso, collaudatissima – e di sinistra – Rodriguez, Mauri, Çalhanoglu, inedita – per recapitare palloni a Cutrone sostituto dello squalificato Higuain oppure per entrare in area con qualche percussione.

Ma il primo tempo ha confermato che i timori di Gattuso sull’ottima consistenza difensiva del Parma non erano infondati. D’Aversa ha schierato un 4-3-3 nominale, in cui Biabiany, esterno destro d’attacco accanto a Inglese e Gervinho, diventava in realtà un centrocampista o addirittura un difensore aggiunto. L’infoltimento della metà campo rendeva dunque particolarmente alta la densità di popolazione nella trequarti, in cui il Milan tentava di infilarsi attraverso lo sfruttamento del superiore palleggio, finendo però per incagliarsi il più delle volte nel muro avversario.

SUSO MARCATISSIMO – I dribbling di Suso, maltrattato assai dal suo marcatore Gagliolo, si sono presto trasformati nella mossa più ovvia per creare superiorità numerica. Il controllo dell’azione è stato quasi monopolistico, con Bakayoko calato nel ruolo di regista: i suoi progressi specifici, nella posizione di Biglia in cui fallì il battesimo autunnale, ne attestano d’inverno il buon grado di affiatamento con i compagni.

Nella difesa a 4 il terzino Abate ha fatto per la prima volta il centrale – finora era stato adattato solo sul centro-destra della linea a 3 – e ha in genere bloccato Gervinho e Inglese. I pericoli sono per lo più partiti da Scozzarella, dinamico regista preferito a Stulac in una squadra italiana per otto undicesimi: è stato lui ad avviare l’azione che ha portato Grassi al primo tiro, a lato, scagliato dal fronte sinistro della difesa milanista, un po’ friabile.

Non a caso sempre dal proprio lato destro il Parma ha costruito la seconda occasione da gol: l’ha sprecata Barillà con un impacciato controllo in area. Col passare dei minuti, tuttavia, la pressione del Milan ha dato i suoi frutti. Da una sventagliata di Calanhoglu per Suso e dall’annesso tocco al volo dello spagnolo è nata l’incursione di Calabria, con classico cross basso da brivido per Sepe. Ai due tiri di destro di Kessié, uno dal limite a lato e l’altro pretenzioso a rientrare da sinistra, ha fatto seguito il solito sinistro affilato di Suso, respinto in corner da Sepe.

DUELLO TRA CENTRAVANTI – Ma il Parma aveva un’altra risorsa offensiva da sfruttare: i calci piazzati. Il primo, recapitato su punizione decentrata sulla testa di Gagliolo, è finito fuori per la mira sbagliata del difensore. Invece il secondo, su corner di Scozzarella, ha spezzato a inizio ripresa l’equilibrio. Inglese è saltato col tempismo del centravanti tra Kessié e Bakayoko e ha infilzato Donnarumma: 1-0 per lui, nella sfida tra attaccanti italiani con Cutrone. 

Gattuso ha dato allora un’occhiata alla panchina e ha deciso di inserire Borini come seconda punta, per alleviare la solitudine di Cutrone: l’annesso 4-4-2 – o a tratti 4-2-4 per i sofisti  – ha accentuato anche il pressing avanzato sui portatori di palla di D’Aversa. E’ stato proprio il riuscito pressing di Cutrone a portare al pareggio quasi immediato.

Carpito il pallone davanti all’area di Sepe, il centravanti si è fiondato sul potenziale cross di Suso e ha fatto bene. Corretta da un provvido rimpallo, la traiettoria è diventata l’assist perfetto per il destro incrociato al volo: palo interno e 1-1, con lieve suspence per l’intervento del Var, a valutare la posizione di Çalhanoglu. L’arbitro Calvarese ha infine decretato il pari momentaneo, che è diventato definitivo nel duello tra i centravanti Inglese e Cutrone.

MANI DI BASTONI – A quel punto, con l’inserimento di Ciciretti per Gervinho spentarello e acciaccato (guai muscolari alla coscia destra), il Parma è incorso involontariamente in un peccato di gola. Il nuovo assetto ha indotto nella squadra l’idea di potere vincere con una sorta di doppio trequartista (Ciciretti e Biabiany) alle spalle della punta, il che ha finito per compromettere l’equilibrio tattico. L’avvisaglia è arrivata in contropiede, per due volte.

Cutrone ha perso l’attimo: con un controllo mancato, dopo un errore di Bruno Alves, e con un passaggio mal dosato per lo scatto in area di Çalhanoglu. Il gol della vittoria è nato comunque ancora dal pressing di Cutrone.

Bastoni, per anticiparlo in uscita dall’area, si è portato avanti il pallone col braccio. Il Var lo ha pizzicato e Kessié ha segnato il rigore, nella stessa porta davanti alla  quale Higuain lo aveva spinto via dal dischetto contro la Juventus. Gli ingressi di Stulac per Scozzarella e nel finale quello del centravanti Ceravolo per il centrocampista Grassi (che per due volte si era infilato nei pressi di Donnarumma, mancando però l’aggancio) hanno allargato gli spazi per il contropiede milanista.

Cutrone, Borini e Kessié, fuggiti nella prateria di San Siro, hanno sperperato parecchio. Ma Gattuso stavolta può derubricare lo spreco a peccato veniale. Il Milan si arrampica ancora, malgrado qualche intoppo.


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