Una donna in lingerie in atteggiamento ammiccante con vicino un contenitore di olio per i motori lubrificante. E’ questo il soggetto di alcune maxi affissioni che il Comune sta facendo rimuovere dai muri delle periferie milanesi. I maxi poster erano comparsi nel fine settimana, in particolare in zona Forlanini e a Lambrate. La stessa pubblicità era comparsa anche a Palermo scatenando, anche in questo caso, le proteste dei cittadini. Qualcuno, addirittura, nella città siciliana aveva scritto “Basta” sul cartellone.

A Milano le proteste sono scoppiate subito dopo sui social da parte delle associazioni che sorvegliano eventuali contenuti sessisti nelle pubblicità. La segnalazione arrivata alla consigliera comunale Diana De Marchi (Pd) ha portato a un’iniziativa immediata per la rimozione. “Sono immagini fortemente volgari e allusive – spiega De Marchi – Abbiamo subito indagato per capire chi le aveva fatte e se fossero in spazi del Comune. Abbiamo chiesto alla concessionaria di rimuoverle immediatamente, ai sensi del regolamento sulle affissioni pubbliche che vieta le comunicazioni di carattere sessista e discriminatorio”.

I cartelloni quindi già domani saranno eliminati, com’era successo l’anno scorso per le pubblicità in metropolitana di una marca di oggetti di oreficeria. “Oltre alla nostra segnalazione c’è stata quella dell’associazione Iap e questa nostra alleanza ha consentito di arrivare subito alla rimozione. Ci impegniamo a rivedere il regolamento in materia per avere strumenti per intervenire anche quando le pubblicità vengono fatti in spazi non Comunali”, aggiunge De Marchi.

Il regolamento era stato approvato nel giugno 2013 dalla giunta Pisapia dopo una discussione con gli esperti della comunicazione in commissione Pari Opportunità. Cinque sono i criteri per cui vengono vietate le pubblicità che offendono le donne, la loro dignità e discriminano qualsiasi minoranza etnica o religiosa.
 


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml