Ancora minacce al giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, sotto scorta dopo essere da anni nel mirino delle formazioni neonaziste. Minacce aperte, pubbliche, lasciate appese con un volantino su una fermata del tram della linea 10 a Milano da “Militia”, un gruppo di estrema destra fondato a Roma da Maurizio Boccacci, storico esponente del neofascismo capitolino (più volte condannato per apologia di fascismo, ricostituzione del partito fascista e odio razziale).

E’ stato un lettore di Repubblica a segnalare l’ennesima intimidazione al cronista, autore di molte inchieste sulla galassia nera non solo in Lombardia. Solo, ieri, la notizia della richiesta di rinvio a giudizio di 52 naziskin di Varese accusati di tentata ricostruzione del partito fascista.

In questi anni “Militia” ha rivendicato diversi blitz, in particolare contro la comunità ebraica e gruppi di immigrati. Alle cronache anche le azioni di sostegno, con striscioni e messaggi di auguri, per l’ex capitano delle SS Erich Priebke. “Siamo un movimento fascista che come punti saldi ha l’anticapitalismo, contro la società multirazziale e l’immigrazione, e per l’antisionismo”, ha sempre rivendicato Boccacci. 

Punto di riferimento della galassia naziskin, tra stadi e sezioni politiche, nell’estate 2017 il leader di “Militia” è tra i protagonisti di alcuni scontri nei pressi del Senato durante una manifestazione dell’estrema destra contro lo Ius soli. Nello stesso anno Boccacci è presenza abituale in aula per assistere al processo di Mafia capitale che vede imputato l’ex Nar Massimo Carminati, di cui è stato anche compagno di scuola. Da una costola di “Militia” due anni fa è nata “Rivolta Nazionale”, per simbolo la svastica, e il cui leader, Simone Crescenzi (denunciato per apologia di fascismo), ha dichiarato in un video: “Vogliamo combattere uno Stato che ci vorrebbe morti e che ci ha emarginato da tempo”.


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