Gli arresti, dall’inizio dell’anno, sono stati 170, le denunce a piede libero 46: questi i dati diffusi dai carabinieri sul contrasto alla violenza sulle donne a Milano e provincia. Il numero degli arresti è in leggera diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2017,  quando gli uomini finiti in carcere o ai domiciliari erano 178. In calo più significativo le denunce a piede per maltrattamenti e atti persecutori nei confronti delle compagne e delle ex, che lo scorso anno – dal 1 gennaio a novembre –  erano 61. Ma i numeri che colpiscono di più sono quelli che vengono dal Comune: sono 940 le donne che, solo nel primo semestre del 2018, si sono rivolte ai centri antiviolenza convenzionati. Di queste, la maggior parte (506) ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, mentre 208 sono giovani under 30 a cui si aggiungono anche 24 persone non ancora maggiorenni.

Molte delle donne che si presentano agli sportelli o contattano telefonicamente i centri denunciano maltrattamenti fisici (638), psicologici (666), sessuali (178), di tipo economico (136) o legati a comportamenti persecutori (115). Sono per la maggior parte lavoratrici (490), anche se elevato è anche il numero delle disoccupate (226) e delle studentesse (68).
In 541 casi gli ‘aguzzinì sono mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi, partner o ex partner, ma si registrano anche casi in cui la violenza arriva da parte di altri familiari (98) o di persone conoscenti (84)

Le strutture convenzionate con il Comune hanno offerto ascolto attraverso colloqui telefonici o in sede, assistenza sanitaria, assistenza legale, consulenza psicologica o psichiatrica, facilitando in molti casi la loro presa in carico da parte dei servizi sociali. In totale nel 2018 i centri hanno stabilito contatti con 7mila donne, attivando circa 2200 interventi. “Quest’anno l’amministrazione ha stanziato risorse per oltre un milione di euro per il sostegno ai centri e le azioni di prevenzione e informazione e puntiamo a rafforzare sempre di più il nostro impegno”, ha commentato l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino


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