Due giovani, che praticano il ‘parkour’ estremo, ossia si arrampicano su edifici, costruzioni urbane e grattacieli e documentano le loro pericolosissime imprese con fotografie e filmati, sono indagati dalla procura per violazione di domicilio. I due, infatti, sarebbero saliti nei mesi scorsi su un palazzo nella zona di Porta Nuova a Milano per relizzare selfie e video e con sullo sfondo lo ‘skyline’, tra cui la Torre Unicredit di piazza Gae Aulenti, alta oltre 200 metri.

L’inchiesta, coordinata dai pm Giancarla Serafini e Luca Gaglio e condotta dagli investigatori della polizia locale, è scattata dopo la denuncia di un legale che rappresenta i condomini del palazzo scalato dai due ventenni, uno dei quali assistito dall’avvocato Marco De Giorgio. Un’indagine che ha portato nelle scorse settimane anche a delle perquisizioni a carico dei due indagati, con sequestro di pc e materiale informatico. E che testimonia anche la volontà di investigatori e inquirenti di indagare sul fenomeno del ‘parkour’ estremo, soprattutto dopo la morte di Andrea Barone, il 15enne precipitato a metà settembre dal tetto di un centro commerciale di Sesto San Giovanni (Milano), dove era salito con altri amici probabilmente per fare un selfie.

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Nell’ambito delle indagini sui due giovani sono state acquisite numerose foto e video di performance estreme che i due, come molti altri giovani, hanno condiviso sui social network per mostrare come siano riusciti ad espugnare i grattacieli. Per la violazione di domicilio, tra l’altro, si rischia l’emissione di un decreto penale di condanna ad una pena pecuniaria. Per la difesa, tuttavia, non si sarebbe configurata alcuna violazione di domicilio, perché gli spazi scalati sono esposti al pubblico.
 


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