MILANO – Sarà il derby numero 169 in campionato l’Inter-Milan di domenica sera, ci sarà la solita folla di sempre con San Siro pieno fino all’orlo, ci saranno i quattro muri di folla che avvolgeranno gli atleti fino a stritolarne le debolezze, perché questo è uno stadio che non perdona chi trema. Ma può essere un derby diverso, rispetto a quelli degli ultimi anni. Pur nell’aria inquinatissima di Milano di questi giorni, per via dei fuochi per niente fatui che circondano la città, si avverte come la sensazione di una fase diversa del calcio milanese, come se si fosse in un momento di passaggio, e di nuovo verso l’alto, dopo anni grami testimoniati dalla gran quantità di pareggi negli ultimi derby, ben 5 su 8.

La proprietà cinese dell’Inter che appare più solida e convinta ora che la squadra è approdata in Champions, quella americana del Milan che ha reimpiantato il dna rossonero nella dirigenza e allontanato i pasticci della precedente gestione, e i nuovi giocatori che sembrano aver dato nuovo slancio: sarà il primo derby per Higuain da una parte e Nainggolan dall’altra, ad esempio. Sarà il primo da doppio ex per il dirigente Leonardo, che è già stato allenatore di entrambe prima di tornare al Milan. E sarà una sfida tra due diversi modi di intendere il calcio, almeno stando alle cifre delle due squadre in queste prime 8 giornate di campionato. L’Inter è davanti, ma il Milan sembra proprio giocare un calcio di migliore qualità, le cifre non mentono. Altro che l’etichetta di “grintoso” perennemente appiccicata a Rino Gattuso: il suo Milan cerca continuamente l’espressione tecnica, altro che storie, mentre l’Inter di Spalletti bada più prosaicamente al sodo, è proprio la sua cifra stilistica. Eppure i punti in classifica di differenza sono 4, e in favore dei nerazzurri.

L’Inter ha 16 punti, frutto di 5 vittorie, un pari e due sconfitte, mentre il Milan è a quota 12: tre vittorie, tre pari, una sconfitta. Entrambe tendono ad avere la palla tra i piedi più degli avversari, perché sono oltre il 50% in queste prime 8 uscite, ma il Milan ha finora espresso qualità migliori, anche se poi l’Inter se la cava spesso grazie alle sue fiammate nella parte conclusiva delle partite (6 punti conquistati nei 15’ finali), che poi sono una caratteristica fissa della squadra di Spalletti, già la scorsa stagione, non a caso la qualificazione alla Champions fu arpionata negli ultimi minuti dell’ultima partita di campionato. Alle fiammate dell’Inter, il Milan risponde con la ricerca della qualità delle giocate.

Suso è già il miglior giocatore della serie A insieme a Cristiano Ronaldo nelle varie voci statistiche, non a caso guida la classifica degli assist (6, di cui 3 a Higuain) e quella della precisione dei passaggi, che è all’86%. Il Milan ha il terzo attacco della serie A, con 15 reti segnate, mentre l’Inter ha il settimo, 12 gol. Il Milan del resto tira di più in porta: 57 volte nelle prime 8 partite, contro le 45 dell’Inter. I nerazzurri evidentemente faticano a sfondare al centro, anche perché l’apriscatole Nainggolan sta salendo di forma solo nelle ultime settimane, così sono la squadra che in serie A propone più cross di tutti, oltre 30 a partita, e calcia più corner di chiunque altro, preferendo attaccare più spesso da destra, mentre il Milan lo fa più spesso a sinistra.

Ma il Milan segna in ogni modo: su azione manovrata, in contropiede o da calcio piazzato, mentre all’Inter finora è mancato il gol in contropiede. L’Inter è squadra più da difesa serrata, si raccoglie a protezione del fortino per trarne forza, infatti commette più falli a partita, 14 contro 10, ma almeno ha la terza difesa del torneo (6 gol incassati) mentre il Milan è più indietro, con 10 gol subiti, anche se Donnarumma è il portiere che ha compiuto meno parate di tutti in serie A, appena 13, mentre Handanovic è già a quota 23. In un dato assoluto un giocatore dell’Inter eccelle, ed è quello dei chilometri percorsi: Brozovic è il maratoneta del campionato, arriva a 12 chilometri a partita, lo supera di poco solo Magnanelli del Sassuolo.

Ma il Milan ha un’età media molto più bassa dei nerazzurri, stando ai giocatori schierati fin qui: 25,4 i rossoneri, 27,6 l’Inter. Che dunque è squadra più esperta, più cinica, più sparagnina, meno fantasiosa e più scabra del Milan, e le è davanti in classifica. Ma occhio alle sorprese. Che poi non sarebbero neanche tali, a giudicare le cifre.

 


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