L’inchiesta sugli affidamenti illeciti di minori a Reggio Emilia rinfocola gli attacchi della Lega al sistema delle case famiglia: “Abbiamo chiesto una commissione
d’inchiesta sulle case famiglia – ha detto il ministro dell’Interno – Al di là del fatto incredibile di Reggio Emilia ho tantissime segnalazioni, che sto valutando col ministro della Famiglia, di abusi e veri e propri sequestri in nome del vantaggio economico. Ci sono tante case famiglia che fanno bene il loro lavoro ma proprio per tutelare queste, bisogna beccare quelle che sequestrano i minori”.

A Salvini risponde l’altro vice premier, Di Maio: una nota della sua segreteria fa sapere che il ministro ha dato indicazione ai suoi uffici di scrivere una lettera al ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, per chiedere una verifica immediata di tutto il sistema di affidi nazionale, perché “orrori simili non sono accettabili. E non lo saranno mai!”. Il ministro della Famiglia era stato il primo a chiedere appunto una Commissione di inchiesta: “Quanto sta emergendo dall’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ è di una gravità inaudita. D’intesa con i gruppi Lega ci siamo già attivati per istituire una commissione d’inchiesta sulle comunità familiari che accolgono minori. Nei confronti dei bambini deve essere garantita la massima trasparenza e ogni forma di tutela”, aveva detto in mattinata Fontana.

La richiesta di una commissione d’inchiesta non è nuova per la Lega. Pochi giorni dopo il discusso Congresso mondiale della famiglia a Verona, lo scorso 2 aprile, il partito di Salvini aveva infatti presentato un progetto di legge che ha al primo punto proprio una Commissione di inchiesta sulle case famiglia ed è orientata a prediligere sempre la famiglia naturale rispetto a quella affidataria. Fontana ha subito risposto a Di Maio invitandolo a “garantire la tua – e quella del tuo partito – più ampia collaborazione all’esame del nostro progetto di legge, che inizierà giovedì prossimo in Senato”.

Il sottosegretario alla Giustizia, il leghista Jacopo Morrone, chiama in causa il Guardasigilli Bonafede e chiede appunto “di sostenere la proposta di legge Lega per l’istituzione della commissione di inchiesta sulle comunità familiari che accolgono minori”. Per Morrone “è doveroso che il ministero della Giustizia dia un fattivo contributo su questo tema, mettendo al primo posto la necessità per i minori di crescere nella propria famiglia d’origine, al centro della nostra iniziativa normativa. L’allontanamento dalla famiglia di origine deve sempre essere una extrema ratio”.

Anche il senatore di Fratelli d’Italia, Stefano Bertacco, appoggia la richiesta di una commissione per indagare sulle strutture affidatarie: “Fratelli d’italia si era battuta per la costituzione di una commissione d’inchiesta per valutare la situazione dei servizi rivolti ai minori e acquisire un quadro completo che permettesse di intervenire a livello normativo per una maggiore tutela dei minori stessi.  Ad oggi però il governo non ha fatto assolutamente nulla. Va svolto un approfondimento serio, sia sul sistema degli affidamenti e sia sui criteri di accreditamento delle strutture”.

I parlamentari emiliani del Pd, in una nota congiunta, annunciano che il gruppo si costituirà parte civile. “I reati contro i minori sono aberranti e ignobili e vanno perseguiti con fermezza – scrivono Graziano Delrio, Vanna Iori, Antonella Incerti e Andrea Rossi – Ringraziamo le forze ordine che hanno operato per far emergere questo sistema e sosteniamo il lavoro degli inquirenti affinchè siano chiariti tutti gli aspetti di questa oscura vicenda e si accertino eventuali responsabilità. Siamo sicuri che il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti collaborerà con gli inquirenti per fare piena luce sull’accaduto. Oltre ai minori e alle famiglie, vengono colpiti l’immagine e il lavoro di tanti professionisti che operano nei tanti servizi socio-sanitari che hanno fatto sì che questo territorio rappresenti una eccellenza nelle politiche a sostegno e supporto delle persone in difficoltà, a partire dai bambini fino alla terza età. Per questo è utile che il Pd si costituisca parte civile nel processo affinché sia tutelato l’impegno straordinario di tante donne e uomini della nostra comunità. Su questo drammatico fatto di cronaca registriamo che diversi rappresentanti politici abbiano già emesso una sentenza sostituendosi alla magistratura, un atteggiamento patetico che strumentalizza ai meri fini di propaganda una vicenda oscura”.

 


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