MODENA – Il ministro della famiglia Lorenzo Fontana, non senza suscitare polemiche, aveva approvato e incoraggiato ‘la processione di riparazionè per il Gay Pride in programma oggi pomeriggio a Modena. E il corteo dei cattolici oltranzisti stamattina c’è stato: hanno sfilato in circa duecento per “riparare con la preghiera” a quello che, nella loro visione, è un vero e proprio “scandalo per la fede”. Si è conclusa senza particolari tensioni la “processione di riparazione” organizzata dal Comitato San Geminiano Vescovo in vista del primo Gay pride ospitato nella città emiliana. I fedeli, infatti, hanno percorso le vie del centro storico recitando il rosario e le litanie dei santi, e come da indicazioni hanno ignorato le critiche piovute a più riprese da attivisti Lgbt e semplici passanti.

È stato accolto, insomma, l’appello lanciato ieri dall’arcivescovo della Diocesi di Modena-Nonantola. Affidando una lunga nota alle pagine dei giornali, infatti, don Erio Castellucci aveva chiesto di evitare inutili provocazioni. “E infatti il nostro intento non è quello di provocare – ha spiegato uno dei portavoce prima dell’inizio della processione – Da parte nostra non c’è nessun attacco, nessuna discriminazione. Questa non è una manifestazione “contro”, ma una processione, una preghiera pubblica per chiedere innanzitutto la conversione dei peccatori, prima nostra e poi degli altri. Non ci sono manifesti le uniche immagine che si vedono sono quelle del sacro cuore, della Madonna, dei santi, di San Geminiano nostro protettore che invochiamo per la protezione di Modena”.

Modena, sfilano i cattolici oltranzisti contro il Gay Pride

Da Largo Sant’Agostino, i fedeli hanno percorso un anello intorno alle principali vie del centro storico, guidati dal rosario scandito da Don Giorgio Bellei della Parrocchia dello Spirito Santo. “Noi oggi preghiamo in luogo pubblico non tanto per i peccati nostri o i peccati di altre persone – ha chiarito al megafono il prelato prima di partire – perché i peccati, compresi quelli dei comportamenti omosessuali, sono personali”. Piuttosto, “preghiamo perché questo peccato viene sbandierato contro il progetto di Dio, che maschio e femmina li creò e che ha dato alla sessualità umana un fine preciso, generativo e di completamento gioioso di due persone che essendo separate si congiungono inseparabilmente nella vita. Vogliamo affermare pubblicamente che Dio è sapienza infinita e che il progetto che lui ha fatto è l’unico progetto, e va bene per tutti, anche per quelli che fanno fatica a seguirlo”.

Parole e preghiere che però non sono state particolarmente gradite dai passanti. In diversi, infatti, hanno apostrofato il corteo criticandone l’orientamento oscurantista nei confronti dei diritti del popolo Lgbt. Prima di partire gli organizzatori avevano avvertito i partecipanti di questa possibilità, invitandoli a “non reagire per nessun motivo alle provocazioni”. E così la processione – alla quale ha partecipato anche Davide Fabbri, il finto esorcista già protagonista qualche settimana fa davanti alla statua di Luigi Ontani a Vergato – si è conclusa senza momenti di tensione significativi davanti al Duomo di Modena. Non prima di aver recitato, ovviamente, un solenne “atto di riparazione al sacratissimo cuore di Gesù”


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