Corruzione e finanziamento illecito, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è stato condannato a 6 anni reclusione nel processo stralcio di Mafia Capitale. L’accusa nei suoi confronti, contestata dal pm Luca Tescaroli, è di aver percepito da Salvatore Buzzi e da soggetti che agivano in accordo con lo stesso soldi in contanti ed erogazioni alla Fondazione Nuova Italia, da lui presieduta, per un ammontare totale di lui 298mila e 500 euro.

In particolare 228mila euro di erogazioni indirette alla fondazione, e 70mila euro diretti in contanti in varie tranche. A disporre la condanna i giudici della seconda sezione collegiale del tribunale romano, che hanno disposto la confisca di 298mila euro.

Alemanno, dunque, sarebbe stato corrotto “per la vendita della funzione di sindaco di Roma Capitale, per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, oltre che per la vendita delle funzioni di Franco Panzironi” (ex vertice Ama già condannato nel processo principale).

Secondo gli inquirenti Buzzi, che agiva in concorso con Massimo Carminati, avrebbe pagato fior di quattrini per far nominare dirigenti apicali in Ama, per pilotare l’appalto per l’organico indetto dalla stessa municipalizzata (in favore delle coop della galassia Buzzi) e per far sbloccare i crediti che Buzzi vantava con la pubblica amministrazione, la stessa Ama ed Eur spa.

Si difende l’ex primo cittadino: “Sono innocente non c’è una vera prova certa contro di me. Mafia capitale ha creato dei danni anche a me. Leggeremo le motivazioni per capire come si è arrivati a questa condanna. C’era un clima negativo. Ho avuto l’impressione che ci fosse la volontà di andare oltre anche a quanto chiesto dal pm. Non solo l’uomo di riferimento di mafia capitale, visto che sono stato prosciolto dall’accusa di associazione mafiosa”

 


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