ROMA – Stasera alle 19, all’Auditorium Parco della Musica di Roma s’inaugura la mostra fotografica “Scatti Liberi: l’Africa negli occhi dei bambini”, realizzata dal “Cortile dei Gentili”, dipartimento del Pontificio Consiglio della Cultura per il dialogo tra credenti e non credenti, in collaborazione con Amref Health Africa – Italia e Fondazione Pianoterra. La mostra – aperta gratuitamente al pubblico fino al 25 novembre – è il risultato di un progetto culturale che ha coinvolto bambini e adolescenti in situazioni di grave povertà, residenti nelle periferie di Nairobi (Kenya) e Bamako (Mali), in un percorso di formazione e integrazione, per offrire loro un’alternativa concreta alla vita di strada e un’opportunità di riscatto professionale e sociale. Nella primavera del 2018, infatti, nove ragazzi keniani e dieci maliani, di età compresa tra gli 8 e i 16 anni, sono stati inseriti in un corso propedeutico di fotografia e poi inviati come reporter a immortalare scene di vita quotidiana, tra povertà e felicità.

La risposta alla paura e all’ignoranza. «L’ignoranza e la paura dell’altro sono tra i mali più pericolosi del nostro tempo. La mostra fotografica “Scatti Liberi” vuole rispondere proprio a queste derive: rifiuta l’Africa dei luoghi comuni, dei pregiudizi e delle strumentalizzazioni e propone un racconto differente, un dialogo tra culture e religioni, una comunione di diversità.» ha commentato il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che ha promosso e sostenuto il progetto. «Attraverso questi scatti i bambini ci stanno donando la propria storia, fatta di paure, speranze e attimi di quotidianità. Attraverso la lente di una macchina fotografica, ci stanno dicendo: “questa è la nostra verità. Ascoltatela. Rispettatela”.

Uno straordinario incontro multiculturale-. Dice il cardinal Ravasi: «Un racconto differente, che rifiuta l’Africa dei luoghi comuni, dei pregiudizi e delle strumentalizzazioni». “Scatti Liberi” nasce proprio da uno straordinario incontro multiculturale, basato sull’ascolto reciproco e sulla condivisone di obiettivi, non solo professionali ma soprattutto umani. Il progetto parte, infatti, dall’idea di Mohamed Keita, costretto ad abbandonare la Costa d’Avorio a soli 13 anni a causa della guerra civile; giunto in Italia dopo un viaggio drammatico e lungo, Mohamed scopre la sua vocazione alla fotografia e, dopo anni di studio e lavoro nel nostro Paese, decide di tornare in Africa e di mettere a disposizione dei bambini le sue competenze, stimolando professionalità in campo fotografico e, più globalmente, contribuendo a favorire opportunità di crescita e di lavoro in loco, con il supporto della Fondazione Pianoterra. La sua storia è narrata nel testo di Luca Attanasio “Il Bagaglio. Storie e numeri del fenomeno dei migranti minori non accompagnati” (Albeggi Editore) collaboratore del progetto.

Un contributo di creatività e cultura. Il “Cortile dei Gentili” ha scelto, dunque, non solo di sostenere il laboratorio di Keita in Mali, ma di attivare un progetto gemello in Kenya, nelle periferie di Nairobi, grazie alla collaborazione di Amref Health Africa – Italia e del fotografo Marco Pieroni. «La storia di Mohamed Keita – ha dichiarato l’europarlamentare Silvia Costa, sostenitrice del progetto – è simbolica del valore aggiunto che tanti giovani migranti, al di là delle sofferenze e delle ferite che portano in sé, possono offrire al nostro Paese e all’Europa. Un contributo di creatività, cultura, arte e, soprattutto, umanità. Il laboratorio di fotografia che Mohamed ha creato in Mali, dove ha deciso di tornare per dedicarsi a insegnare fotografia ai bambini da cui questa mostra è stata interamente realizzata, è una meravigliosa storia di viaggio a ritroso, una migrazione all’inverso, per sostenere giovani come lui ed evitargli partenze e viaggi drammatici: la migliore narrazione del fenomeno migratorio e del continente africano.»

I dettagli sulla mostra. Le fotografie saranno in mostra da oggi, giovedì 15 a domenica 25 novembre presso l’Auditorium Arte dell’Auditorium Parco della Musica (Via Pietro de Coubertin 30, Roma), aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 21; sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 21. Tutte le fotografie potranno essere acquistate; l’intero ricavato sarà destinato a sostenere e finanziare i laboratori fotografici per ragazzi di strada in Mali, in Kenya e in altri Paesi.

Il laboratorio “Kene” in Mali. “Kene” è un laboratorio fotografico nel distretto di Kanadjikila, a Bamako, creato nell’estate del 2017 dal fotografo ivoriano Mohamed Keita. Il progetto “Kene” (che nella lingua locale significa “spazio”, per simboleggiare un luogo di incontro e redenzione) e la sua realizzazione operativa sono stati sostenuti fin dall’inizio dalla Fondazione Pianoterra e ora – con l’iniziativa “Scatti Liberi” – anche dal “Cortile dei Gentili”. I protagonisti del laboratorio, autori delle fotografie: Narama (8 anni), Adama (18 anni), Amadou (10 anni), Boubakar (16 anni), Moussa (15 anni), Noumady (15 anni), Boubacar (10 anni), Ladji (14 anni), Fasseme (17 anni), Seydou (26 anni – assistente di Mohamed Keita), Namakan (29 anni – assistente di Mohamed Keita).

Il laboratorio “Nafasi” in Kenya. Così come “Kene”, anche il laboratorio “Nafasi” (in swahili “spazio”) nasce per offrire ai ragazzi delle periferie di Nairobi delle concrete opportunità di lavoro e di crescita personale e professionale, come alternativa alla vita di strada. Nato dall’incontro con Mohamed Keita, ed ispirato proprio al suo progetto in Mali, “Nafasi” è stato voluto e sostenuto dal “Cortile dei Gentili”, grazie al supporto di Amref Health Africa – Italia (che ha messo a disposizione il Centro Dagoretti) e alla collaborazione del fotografo professionista Marco Pieroni, incaricato di formare i ragazzi in loco. I protagonisti del laboratorio, autori delle fotografie: Gilbert (13 anni), Derrick (15 anni), Sheeren (15 anni), Peter (12 anni), Vincent (13 anni), Cynthia (14 anni), Maria (13 anni), Elias (15 anni), Charles (15 anni).
 


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