Il locale della movida non paga l’ex cuoco Pablo, e per protesta il collettivo “Local workerz” organizza un aperitivo di protesta davanti al dehors. È successo ieri sera nel quartiere Vanchiglia: alcune decine di persone attorno alle 22 si sono radunate davanti a uno bistrot di via Santa Giulia per manifestare contro i datori di lavoro. “Lui ha lavorato qui come cuoco più di un anno e ad oggi ancora non ha visto tutti i suoi soldi che gli spettano – raccontano gli attivisti del collettivo vicino al centro sociale Askatasuna – Mentre quest’estate Pablo aspettava circa 4000 euro, i suoi ex datori di lavoro se ne sono andati in vacanza in Giamaica, lasciando a lui tanti saluti e un assegno scoperto. La novità di questa storia, uguale a tante altre, è che Pablo non ha più voglia di farsi venire il sangue amaro a furia di telefonare o venire a chiedere ciò che gli spetta senza alcun risultato”.

Per questo il giovane si è rivolto al gruppo che sta cercando di mettere insieme i lavoratori di ristoranti, locali, pizzerie, servizi catering “o qualunque altra cosa si faccia nel settore food&beverage” che hanno pagamenti arretrati, contratti inaccettabili o nessun contratto. Nessuna vertenza sindacale, ma una protesta davanti al locale: “La domanda è come si fa a farsi ascoltare da chi non vuol sentire? La risposta che oggi diamo è, organizzandosi insieme. Oggi disturbiamo gli affari del locale con il nostro presidio fisso e offrendo da bere a prezzo di costo e segnaliamo questo come un luogo dove le condizioni di chi ci lavora sono pesanti e dove la retribuzione non è garantita”.

Il collettivo denuncia che quello del giovane non è un caso isolato: “La sua storia è simile a quelli di moltissimi altri ragazzi e ragazze che lavorano nel settore – spiegano nel comunicato – Per alcuni è un lavoro occasionale, che va bene in attesa di trovare qualcos’altro: locali, ristoranti o pizzerie la sera così poi riesci anche a studiare, fare altro. Per altri è un lavoro di necessità, ma a nessuno può piacere lavare i piatti per 10 ore di fila per 3 o 4 euro l’ora. Per Pablo è il lavoro che ha scelto nella vita, perché fare il cuoco è ciò che ama fare”. Gli attivisti prendono di mira anche le trasformazioni in corso nel quartiere: “Questo avviene nel cuore della movida di un quartiere come Vanchiglia, dove di locali ce ne sono a decine. Vanchiglia infatti è un quartiere giovane, artistico e universitario – scrivono nel testo – Ma il ruolo dei giovani in questi quartieri trasformati ‘a loro misura’ spesso si riduce a farsi sfruttare o spennare nei locali, per pagare un affitto che nel quartiere universitario non ti puoi nemmeno permettere”.


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