NAPOLI – “Lo scudetto deve essere un sogno e non un’utopia. Se fosse un’utopia sarebbe un disastro. Lo possiamo raggiungere solo attraverso una grandissima impresa, dovremo stare sempre sul pezzo”. Sono le parole del tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, nella seconda parte dell’intervista rilasciata a Diletta Leotta e che andrà in onda domani su Dazn. Una chiacchierata in cui l’allenatore ha parlato anche dei media, del figlio Davide, della città e dei grandi campioni che ha allenato.

“IN ITALIA SI PARLA TROPPO NEL POST-GARA” – Sogno scudetto a parte, Ancelotti confessa che le domande che lo infastidiscono di più nel dopo-partita sono “quelle sulle scelte di formazione. Noi allenatori vediamo la squadra per tutta la settimana in allenamento e su questo ci basiamo per le nostre decisioni: è questione di piccolo dettagli… All’estero dopo la partita si parla per 10 minuti, in Italia invece bisogna fermarsi per un’ora con le varie emittenti e per di più in diretta. Anche per questo non mi sorprendo per le reazioni di alcuni allenatori e anzi li capisco: in situazioni del genere, se ti fanno la domanda sbagliata può scattare l’ignoranza”.

“MIO FIGLIO DAVIDE BRAVO E PREPARATO”Dopo la vittoria sul Genoa, Ancelotti ha lasciato la scena e l’incombenza di parlare con i giornalisti al figlio Davide, suo secondo sulla panchina azzurra. “Quando siamo da soli mi chiama papà, in presenza dei giocatori mi chiama mister – dice il tecnico del Napoli parlando del figlio Davide -. Il fatto di chiamarsi Ancelotti non è comodissimo, ma lui è bravo a utilizzarlo come stimolo per migliorarsi. Fa parte di uno staff giovane, molto preparato e soprattutto molto motivato: questo è molto stimolante e fondamentale per una persona della mia età”.

“NAPOLI CITTA’ IN CUI VORREI VIVERE A LUNGO” – La piazza partenopea ha subito conquistato Ancelotti che non perde mai l’occasione per ribadire il suo amore per Napoli. “E’ una città molto bella, con degli scorci favolosi. E poi ci sono il mare, Ischia e Capri. Quando ero a Londra per esempio pensavo ogni tanto di fare un weekend a Capri, ma non era così semplice. Adesso, se voglio fare un pranzo a Capri, mi basta mezz’ora e ci sono. L’immagine che si vede di Napoli da fuori non è la stessa che si vede da dentro: è una città con molte contraddizioni, ma qua si vive bene anche perché la gente è socievole e simpatica. Mi piacerebbe vivere qui a lungo: mi piace l’aria che si respira, anche se sono un uomo del nord”.

“A NAPOLI PORTEREI VAN BASTEN E ZIDANE” – Di grandi campioni ne ha allenati tantissimi perché Ancelotti ha lavorato e vinto ovunque, se potesse scegliere qualche suo ex giocatore da portare a Napoli avrebbe l’imbarazzo della scelta. “Il giocatore con cui ho giocato o allenato che vorrei allenare qui domani? Mmm… porterei Van Basten al Napoli. E anche Zidane dai, forse i due migliori a livello tecnico di tutti quelli incrociati nella mia carriera. Poi però no, se facciamo questo discorso non posso scordarmi di Pirlo, Ibrahimovic, Kakà, Ronaldo e così via… Lasciamo perdere, non porto nessuno altrimenti rischio di scordarmene troppi”. Alla fine dell’intervista, Diletta Leotta ha chiesto ad Ancelotti di rivelarle il suo desiderio per questa stagione con la promessa di non svelarlo fino a maggio: l’allenatore ha affidato il suo segreto al quaderno di Dazn.


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Mario Calabresi
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