NAPOLI – Per il Napoli è anche l’ultima prova generale in trasferta, a otto giorni dalla attessima sfida dell’11 aprile a Londra sul campo dell’Arsenal, andata dei quarti di finale di Europa League. Nel turno infrasettimanale di campionato a Empoli, però, gli azzurri hanno soprattutto la chance di blindare in maniera quasi definitiva il loro secondo posto in classifica, per garantirsi la possibilità di concentrare nelle prossime settimane tutte le loro forze sugli impegni internazionali.

Ancelotti ha dunque ordinato alla vigilia ai suoi giocatori di evitare distrazioni e si spiegano così le convocazioni di Hysaj e Mertens, non ancora al meglio dopo i leggeri infortuni subiti all’Olimpico contro la Roma. Ma la lista degli assenti (Ospina, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Diawara e Insigne) è già troppo lunga e il tecnico è stato dunque costretto a portare con sè in Toscana pure i giocatori non al top: per avere qualche alternativa in più in caso di estrema necessità. Inevitabile e scontato il turn over, con Malcuit, Luperto, Zielinski (al rientro dopo la squalifica) e Ounas che sono pronti a dare il cambio a Hysaj, Mario Rui, Fabian Ruiz e Mertens. Possibile anche una staffetta in porta tra Meret e Karnezis. Sarà invece sicuramente al suo posto l’azzurro più in forma: Arek Milik, a segno nelle ultime tre partite contro Salisburgo, Udinese e Roma.

“Ho rivisto un po’ di volte la rete che ho realizzato all’Olimpico, i tifosi me la mandano pure sui social. Lì per lì non ci ho pensato, volevo solo vincere la gara, ma in effetti è stata una bella giocata”, ha detto a Dazn il centravanti polacco. “Se una prodezza simile la avessera fatta Messi o Ronaldo? Sono polemiche tra tifosi, io non ci penso, so che i tifosi in tutto il mondo parlano, per loro uno è scarso e per un altro magari è fortissimo. Io non mi sento sottovalutato. Gioco nel Napoli e le critiche non mi danno fastidio, ormai ci sono abituato”. Il capocannoniere della squadra di Ancelotti (salito a quota 16 in campionato) sta del resto rispondendo sul campo. “Mi sono allenato tanto anche sulle punizioni. Ognuno ha la sua maniera di batterle: Ronaldo, David Luiz, Drogba. Io ho visto tanti video e magari ho preso qualcosa da loro. Contro il Parma, al Tardini, Koulibaly mi ha detto di batterla sotto la barriera, ci ho pensato: effettivamente poteva funzionare. E’ andata bene. La cosa più importante è la rincorsa, se non la eseguo bene, non riesco a calciare bene. La più bella l’ho tirata con la Lazio”. Il bomber ha infine dedicato un pensiero all’Ajax, il club in cui militava in Olanda e che affronterà la Juve in Champions League. “Tiferò per i miei ex compagni, ovviamente”.


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