VERONA – Non doveva essere un ritiro punitivo, nei piani del Napoli. Ma nella sostanza, al di là delle esigenze logistiche, la decisione di Ancelotti di trasferire il gruppo a Verona direttamente da Londra tornerà lo stesso utile ai giocatori per fare un esame di coscienza, all’indomani della lezione ricevuta dall’Arsenal. Gli azzurri avranno infatti due giorni interi per stare insieme, confrontarsi e soprattutto per cercare di rialzare subito la testa, oltre che per prepararsi all’interlocutoria partita di dopodomani con il Chievo. Con il secondo posto in classifica relativamente al sicuro, del resto, il campionato si è trasformato da tempo per Insigne e compagni in una pratica solo da archiviare e il mancato rientro a casa c’entra dunque poco con la sfida contro la squadra veneta: ultima e sull’orlo della retrocessione. I 90′ del Bentegodi non potranno però essere presi sotto gamba, dopo la brutta figura fatta in Europa League all’Emirates Stadium. Incombe già dietro l’angolo la rivincita di giovedì al San Paolo con gli inglesi e sarebbe evidentemente molto utile arrivarci con una iniezione d’entusiasmo e di autostima.

Il Napoli avrà bisogno di una impresa per ribaltare il 2-0 subito a Londra e strappare in extremis il pass per le semifinali. Per questo Ancelotti utilizzerà i due giorni di ritiro a Verona e anche la partita contro il Chievo per fare un check-up psicofisico ai suoi giocatori, in vista del secondo round contro l’Arsenal. Il primo test sarà l’allenamento pomeridiano, subito dopo lo sbarco in Veneto. Tira aria di novità, con Malcuit, Chiriches, Ghoulam e Younes che proveranno a mettersi in mostra e sperano di insidiare i titolari, animati peraltro a loro volta da una doverosa voglia di riscatto. “Niente è perduto, anche se in Inghilterra abbiamo fallito la prova e non siamo riusciti a mettere in pratica la tattica che avevamo preparato con il nostro tecnico. Ma almeno abbiamo capito i punti deboli dei nostri rivali e ora sappiamo come metterli in difficoltà…”, assicura il portiere Meret, tra i pochissimi a salvarsi nei 90′ dell’Emirates. D’accordo pure Koulibaly e Insigne, che contano molto sulla spinta del San Paolo. “In casa nostra sarà un’altra storia e con l’aiuto dei tifosi avremo ancora la possibilità di rimettere in discussione il passaggio del turno. Rimontare due gol non è impossibile”. Non dovrà essere tuttavia sottovalutato l’allarme lanciato a caldo da Zielinski. “In campo eravamo messi male ed è per questo che siamo finiti ko”. Oltre che sulla psicologia, insomma, bisognerà lavorare anche sulla tattica.


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