ROMA – Torna da oggi in Senato, all’esame della commissione Giustizia, il discusso disegno di legge Pillon sull’affido condiviso. E torna, alla vigilia della pausa estiva, la mobilitazione – in piazza e in rete – di opposizioni e associazioni per i diritti delle donne, da sempre contrarie alla riforma del diritto di famiglia che porta il nome del senatore leghista, già finito nella bufera e condannato a risarcire l’Arcigay per diffamazione: una legge giudicata “oscurantista e anacronistica”.  “Finora  – scrivono le attiviste del collettivo Non una di meno – niente ha fermato il disegno di legge del senatore leghista Pillon, sostenuto, malgrado l’annunciato ritiro, dalle firme di 5 parlamentari del Movimento 5 Stelle (una delle quali aggiunta proprio in questi giorni)”.
 

Le piazze contro

Molte le manifestazioni organizzate da Non una di meno in diverse città. A Roma appuntamento alle 15 per il presidio in Piazza Montecitorio, a Milano alle 18.30 è previsto un flash mob di fronte al sagrato del Duomo. Andrà in scena, spiegano le femministe, “il primo matrimonio indissolubile secondo le nuove regole del senatore Pillon”.

Guida ai punti contestati

1. Bambini con la valigia. Tra i punti più contestati: l’obbligo di frequentazione “paritario” dei genitori separati da parte dei figli, che creerebbe, dicono i contestatori, un esercito di “bambini con la valigia” sballottati tra due realtà con una sorta di manuale Cencelli.
 

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2. Stop all’assegno. Poi la cancellazione dell’assegno di mantenimento che, scrivono le attiviste della Casa internazionale delle donne, “rinforza la violenza economica che spesso le donne subiscono nella coppia e inficia la qualità della vita dei minori”.
 
3. Mediazione a pagamento. Contestato anche l’obbligo, per chi sceglie di separarsi, di ricorrere alla mediazione familiare a pagamento: le associazioni lo giudicano “un ostacolo insopportabile alla libertà delle persone e una fonte di business per i privati”, e adombrano il conflitto d’interessi dal momento che lo stesso Pillon, avvocato, “ha uno studio specializzato in materia”.
 

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4. Sindrome da alienazione parentale. Altro punto controverso è il passaggio sulla Pas, sindrome da alienazione parentale – in base alla quale si prevede che possa essere escluso dalla relazione con i figli chi mette in cattiva luce l’altro genitore – che le attiviste definiscono “priva di qualsiasi base scientifica, funzionale soltanto a mettere sotto scacco quelle donne che vivono situazioni di violenza domestica e che saranno così costrette a scegliere tra i propri figli e la propria vita e dignità”.  E infine la “criminalizzazione” dell’abbandono di domicilio anche nei casi di violenza, abuso e maltrattamento.

Il blitz in Parlamento

Oggi, il disegno di legge e i suoi collegati sulla riforma della separazione e dell’affido verranno licenziati dalla Commissione in sede referente: il passo successivo è il via libera in Parlamento dove il testo non potrà più essere emendato. Una coincidenza di tempi che nella lettura degli attivisti è un blitz messo in atto dallo stesso Pillon (già in passato sommerso dalle contestazioni) per varare il provvedimento nella distrazione dell’opinione pubblica.

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