Possono diritto e letteratura parlarsi ed insieme aprirsi alla società? Giunto alla sua sesta edizione, il “Festival Nazionale Diritto e Letteratura” – a cura del professor Daniele Cananzi e dal magistrato Antonio Salvati –  sceglie il gioco come spunto di riflessione collettiva e dall’11 al 13 aprile propone una tre giorni fitta di incontri, riflessioni, proiezioni ed eventi per riflettere su un tema che va ben oltre il tavolo verde. Il titolo dice tutto: “Il dado è tratto”. Baricentro della manifestazione, la cittadina di Palmi (Rc), con puntate in tutta la Calabria, e appuntamenti nei licei delle maggiori città italiane, da Milano a Napoli. Una riflessione interdisciplinare che mette insieme avvocati, giudici, intellettuali, ma soprattutto cittadini.

Indagato in letteratura da penne che vanno dal maestro russo Fedor Dostoevskij al magistrato, politico, scrittore Gianrico Carofiglio, celebrato al cinema da registi e sceneggiatori di ogni tempo, per gli organizzatori il gioco d’azzardo diventa anche concreto e reale nella quotidianità delle aule di giustizia e lì deve essere governato. Il processo – spiegano – è un gioco di specchi e di ruoli in cui il giudice, grazie al diritto, può e deve rendere oggettivo un processo di valutazione personale, sfuggendo all’azzardo dell’arbitrarietà.

Sono questi i temi che il Festival si propone di esplorare nel corso degli incontri-dibattito, ma anche di momenti di approfondimento più nuovi e forse maggiormente accessibili al grande pubblico, come il cineforum realizzato in collaborazione con il circolo del cinema “Vittorio De Seta” o il workshop di scrittura creativa gestito insieme alla Scuola Holden di Torino, fondata da Alessandro Baricco. In programma torna anche il “processo simulato”, un giudizio reale ad un personaggio immaginario, affrontato non da attori, ma da tecnici del diritto. Sul “palco” di una vera aula di giustizia, la “Scopelliti” del tribunale penale di Palmi, andrà a giudizio Mandrake, l’incallito scommettitore impersonato da Gigi Proietti nel film Febbre da cavallo. A difenderlo sarà il giudice Antonio Salvati, mentre la pubblica accusa sarà rappresentata da Erminio Amelio, pm di punta della Procura di Roma. Il giudizio toccherà invece a Giacomo Ebner, attualmente in servizio presso il dipartimento Giustizia minorile e autore del caustico “Dodici qualità per sopravvivere in tribunale (e non è nemmeno certo)”.

Ad arricchire la tre giorni ci sarà poi l’incontro con l’avvocato tunisino Abdelaziz Essid, insignito con il Consiglio Nazionale Forense del Premio Nobel per la Pace 2015. Un’iniziativa – spiegano gli organizzatori del Festival –  che vuole essere un “ponte tra culture e tradizioni giuridiche e letterarie solo apparentemente lontane ma in realtà vicine, e non solo geograficamente, come quelle che accomunano i Paesi del Mediterraneo”. Ma quest’anno il festival rilancia e raddoppia ed anche a maggio propone tre appuntamenti, fra cui “Calabria, Sud: law and humanities”, l’inizio di un percorso di “riscoperta” di autori calabresi meno conosciuti o di classici dimenticati che indaghino il rapporto fra diritto, giustizia e letteratura “perché se è provincialismo non guardare al di là del proprio cortile di casa, è egualmente provinciale ritenere che sia degno di nota e di attenzione solo ciò che proviene da “altrove”, da rotte lontane dalle nostre traiettorie meridionali”.

Tutte le informazioni sulla pagina Facebook del Festival, e sul profilo twitter @festdl.

 


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