ROMA – L’ingegner Alessandro Paola è il vicedirettore centrale dell’emergenza dei Vigili del fuoco italiani. E dice: “Rilasciare cinque tonnellate d’acqua su una cattedrale in fiamme da alcune ore, una struttura con molto legno che potrebbe avere minore tenuta a causa del fuoco che la sta divorando, è un rischio enorme per la stessa cattedrale. Potrebbe collassare. I pompieri francesi hanno scritto questo, in risposta a Donald Trump: rilasciare acqua da un Canadair potrebbe causare il crollo”.

Il rilascio avviene da 800 metri d’altezza?
“Ci si può abbassare un po’, non troppo: un volo radente, sopra una città, è escluso. Da quell’altezza l’impatto dell’acqua, che ha preso velocità, è violento”.
Si possono scaricare quantità d’acqua inferiori? Per ridurre l’impatto.
“No. Le manovre di rilascio sono gestite dal secondo pilota del Canadair e quando si apre la vasca, l’intero quantitativo viene rilasciato”.

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Da quell’altezza un bersaglio grande quanto una cattedrale viene centrato?
“Da quell’altezza non ci può essere precisione, e questo genera un nuovo problema”.
Quale?
“L’incolumità di chi è sotto. Operatori, perlopiù altri vigili del fuoco, e spettatori non ancora riparati in zone di sicurezza”.

Va bene, i Canadair sono fatti per gli incendi boschivi. Ma, allora, a Parigi non si poteva utilizzare un elicottero con un rilascio di 500 litri d’acqua? Un decimo. E da un’altezza inferiore.
“Anche mezza tonnellata d’acqua concentrata su un punto può diventare un sovraccarico decisivo per la stabilità generale. Il fabbricato, in questo caso la Cattedrale di Notre-Dame, può crollare. Tutta l’azione dei vigili del fuoco di Parigi, all’interno e all’esterno della chiesa, ha avuto la finalità contraria: mantenere in piedi Notre-Dame”.
 


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