SONO più di 140 le balene pilota, o globicefale, morte dopo essersi arenate in una spiaggia remota della Nuova Zelanda. Il Dipartimento della Conservazione è stato allertato dello spiaggiamento sabato notte e metà delle balene erano già morte quando sono state trovate, ha detto il direttore delle operazioni del dipartimento Ren Leppens. “Purtroppo le probabilità di riportare in mare con successo le balene rimanenti erano estremamente basse”, ha detto Leppens.

“La località remota, la mancanza di personale disponibile e le condizioni peggioranti dei cetacei hanno fatto sì che il trattamento più umano è stata l’eutanasia. Tuttavia è sempre una decisione straziante”.

Leppens ha aggiunto che durante il fine settimana un gruppo di dieci balene pigmee, dette ferese, si sono arenate in un’altra spiaggia, mentre vi sono stati altri due casi di spiaggiamenti di singole balene. “E’ improbabile che i casi siano collegati, ma gli spiaggiamenti sono “relativamente comuni” in Nuova Zelanda.

A marzo 150 balene erano state trovate per la maggior parte morte o in fin di vita sulle spiagge australiane 350 km a sud di Perth. Allora l’allerta squali aveva richiamato l’attenzione anche sui social network su un fenomeno frequente ma mai compreso a fondo dagli studiosi.


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Mario Calabresi
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