ROMA – A tre giorni dall’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega l’Arma dei carabinieri rompe il silenzio e decide, dopo aver dato notizie col contagocce, di cominciare a sciogliere alcuni nodi che hanno intrappolato nelle maglie del dubbio questa tragica vicenda.

Uno dei tanti punti oscuri era appunto l’intervento dei due carabinieri della stazione Piazza Farnese. Come, attraverso quali canali il vicebrigadiere accoltellato per 11 volte e il suo collega sono arrivato in via Cossa all’appuntamento con i due americani fermati per omicidio? L’audio che arriva dal Comando Generale scioglie il primo nodo.

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A dare l’allarme al 112 del borsello rubato e della richiesta di riscatto è Sergio Brugiatelli, il broker dei pusher che in piazza Mastai accompagna i due americani dallo spacciatore che in cambio di 100 euro gli rifilerà una dose di aspirina invece che di cocaina. “Sono stato derubato del borsello – dice l’uomo alla centrale operativa dei carabinieri – ho chiamato sul mio cellulare e i due mi hanno chiesto in cambio soldi per restituirmi il borsello”.

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A quanto spiegato dall”Arma la telefonata al 112 e prima ancora sul suo telefonino rubato dai due statunitensi Brugiarelli la effettua dal cellulare di un clochard di sua conoscenza.
“Sono a piazza Gioacchino Belli – dice l’uomo chiedendo l’intervento dei carabinieri – Mi hanno chiesto 80.100 euro per riavere la borsa…Me l’hanno presa alla fontanella…Quei due li ho visti scappare in una traversa… Almeno vi do il numero e se vi rispondono provate a rintracciarli”. “Così gli dico: vi do i soldi” dice ancora.
 


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