I carabinieri di Sesto San Giovanni (Milano) hanno arrestato un italiano di 43 anni, Giovanni Amato, con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Secondo gli inquirenti è lui che nella notte del 4 febbraio ha ammazzato una transessuale peruviana, anche lei 42enne, trovata morta nella sua casa di Cinisello Balsamo. A trovare il corpo era stato il coinquilino della transessuale. Inizialmente era stata esclusa la morte violenta, poi dall’autopsia era emersa una  ferita d’arma da fuoco sulla schiena. Si trattava di un minuscolo foro che aveva fatto pensare a una pistola particolare, poi effettivamente trovata dai carabinieri. Una pistola a foma di penna.
“Una pistola a colpo singolo detenuta illegalmente”, scrive il gip di Monza che ha convalidato l’arresto, “priva di marca e con la matricola abrasa: un’arma clandestina a forma di penna con tanto di cappuccio e dotata anche di attenuatore del suono, ma alterata per renderla ancora piu’ offensiva”. Il colpo, secondo gli inquirenti, fu sparato da una distanza molto ravvicinata, circa 15 centimetri.

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Gli investigatori sono riusciti a incastrare il presunto assassino grazie alle immagini delle telecamere che riprendevano la sua fiat Punto avvicinarsi alla transessuale, che si prostituiva in viale Fulvio Testi a Milano, e da lì trasferirsi in sua compagnia nell’appartamento di Cologno Monzese in cui viveva. L’auto era facilmente riconoscibile, avendo un faro molto più potente di quello gemello e diverse componenti “speciali”, aggiunte dal proprietario dopo l’acquisto. Decisive anche le impronte digitali lasciate dall’assassino su una bottiglia a casa della vittima. Da un confronto con i profili inseriti in database, i carabinieri sono infatti riusciti a scoprire che le impronte appartenevano a un netturbino italiano con precedenti penali, che già si trovava in carcere a San Vittore.

Secondo quanto ricostruito dall’indagine, l’uomo ha ucciso la transessuale il 4 febbraio, dopo avere consumato un rapporto sessuale. Il giorno successivo, utilizzando la stessa bizzarra arma da fuoco con silenziatore, ha commesso una violentissima rapina in un ristorante gestito da cinesi a Segrate. Il titolare del locale, ferito da diversi proiettili, era riuscito a reagire, accoltellando il rapinatore alla schiena. Per questo, l’uomo si trovava già in carcere, a San Vittore, quando l’ufficio del gip di Monza ha emesso nei suoi confronti una nuova ordinanza di custodia per l’omicidio.  “È stata un’indagine complessa – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Monza, Luisa Zanetti – i carabinieri hanno esaminato migliaia di fotogrammi di immagini di videosorveglianza, per risalire all’auto dell’omicida”.


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