“Assassino, mostro”. Così una quindicina di manifestanti hanno gridato contro Innocent Oseghale al suo arrivo al Tribunale di Macerata, per l’udienza preliminare per la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui cadavere fu trovato, fatto a pezzi e chiuso in due trolley, nelle campagne di Pollenza. I manifestanti hanno esposto anche degli striscioni davanti al Palazzo di Giustizia. Ad accompagnare Oshgale, gli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi.

“Non abbiamo bisogno di ultras”, ha commentato il sindaco di Macerata, Romano Carancini, che a sua volta è stato contestato per la presunta mancanza davanti al tribunale dei cittadini di Macerata: “Pamela è forse un problema per la città?”, gli hanno polemicamente chiesto. Il primo cittadino ha però confermato che il comune intende presentarsi come parte civile al processo. Presenti all’udienza anche i genitori della vittima. 

E sempre questa mattina poco dopo le 8, alla riapertura del palazzo di Giustizia di Lodi sono stati trovati attaccati con nastro adesivo ad alcune delle porte di ingresso manifesti in formato A3, a colori, riportanti il simbolo di Forza Nuova, con la frase “Ecco il risultato della vostra integrazione”. Sullo sfondo l’immagine di una giovane donna, a terra e che appare ormai senza vita, completamente insanguinata e tenuta per il collo da un uomo corpulento e dalla pelle che appare di colore scuro. In fondo al volantino l’hasthag: #giustiziaperpamela. Per risalire ai responsabili del gesto sono state avviate delle indagini. 


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Mario Calabresi
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